La scia

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
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Trasmette immensità,la volontà di rimanere sospesi in un posto di pace, di silenzio per non volerlo turbare nemmeno con il minimo gesto. La sinestesia visiva dell'azzurro invade prepotentemente l'immagine. Contrasti tra il corpo( mano) e la ragione( scuro volere- La seconda strofa fa perno su due belle contrapposizioni, legate anche, a mio avviso ad un efficace parallelismo. La panchina è fredda per il tempo nuvoloso o forse anche perché è vuota d'amore( che ci fu caldo giaciglio).L'autore paragona poi lo stato di umidità, il classico pretemporale ad un periodo di tensione e si rende conto che solo scaricando tutta l'energia in pioggia sia il cielo che l'anima ritornernno sereni (Per rinnovare quell'umida nuvola/in magnifici colori...).
Un paesaggio celste guardato dal basso da una fredda panchina, con qualche scia e qualche scura nuvola in lontananza ch si speri lanci qualche lampo. Ma la panchina era calda e le scie potrebbero essere cancellate da un gesto della mano come se tutto dipendesse dalla volontà dell'osservatore, mentre la pioggia ristoratrice è una speranza
L'autrice si domanda se cancellare un volo, un ricordo, un'esperienza, la traccia di un sorriso, quando pure il cielo non cancella i temporali ma li alterna ad azzurrità indicibili ed arcobaleni indimenticabili.
Nella scia del ricordo c'è tempo per l'attesa... in fondo basta poco! un grido, una lacrima e nel cielo che ora appare terso, si riaffacceranno nuvole colorate, umide di emozioni già vissute... Molto bella, piaciuta.



