Del giorno forse o invece
Si sfoglia la notte
di ciechi lampioni
per due borse sotto gli occhi
profonde tasche del giorno.
A tracolla così pesanti
da allungare in uno sbadiglio
il passo delle rughe.
Come quel gatto che s'allunga
e poi si raggomitola sasso
da immobile sostare
tra le sue braccia.
Vaga nell'interrogativo più solo.
Seguendo dove
forse o invece un filo d'aria
passa la luce della luna
da capo a capo sul fondale
sempre più fioco.
E se appena sfugge
è a naufragare.
O quasi.
©
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