Gita al castello
L Falchero
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Dicon ci sian due fantasmi
due entità che s'aggiran nel Castello
dove in frotta procediamo a cauti passi
Che sian qui? tra i quarzi e le ametiste?
O tra i pugnali, le spade e gli archibugi
che intrattengono a lungo i più monelli?
Che si nascondan nei vecchi tomi,
o nei disegni raffinati e rari:
scrigni polverosi di secoli di storia?
O forse dan sembianze
a due fra i tanti manichini
che s'incontran sulla scena d'ogni stanza?
Ovunque aleggia aria di magia
di fascino antico e di mistero.
Ovunque scorre a fiumi fantasia!
Quanta golosità avrei visto nei tuoi occhi
tra i libri in cuoio, i quadri ed il trenino
e i modellini d'auto, il corno e il fortepiano!
E, s'anche avresti cercato alle finestre
aria pura e scorci di collina,
t'avrebbe catturato questo incanto.
Lascio alle spalle le mura
il fossato e la torre in pieno sole
e le ombre a taglio netto nei cortili.
Oltre le scuderie e gli arazzi improvvisati
dai nostri artisti ancora in embrione,
s'allarga un prato immenso sullo sfondo.
Qui rivedo quei due platani giganti
ch'eran scarni nella bruma di novembre
quando il grigiore t'immalinconiva.
Mi siedo tra il fieno ai loro piedi
ed il respiro si fa corto e lento,
fiacche le membra e incredulo il pensiero.
Prendo per mano la bimba senza sguardo,
che tutto comprende e che non parla
mentre a gesti reclama una carezza,
ma è lei a guidarmi in questo mare
dove il mio cuore alla deriva
nell'angoscia si domanda
quali affanni e quali gioie
ora regnino nel tuo.
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Paolo Eroli8 maggio 2009
La poesia è bella e con belle immagini... certo nella chiusa si sente ancora il tormento di un amore sofferto... molto...

