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Impressioni 15 maggio 2009 · lettura 2 min · 1107 letture

Al Tempio

O
Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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C'è una stella che cade stanotte per commuoverci entrambi saliamo per mano i gradini alla torre di guardia per luce una fiaccola timor di leggenda i passi prudenti sembriamo allo scuro un fantasma gigante che sobbalza sui muri ancor tiepidi del lauto meriggio ormai spento un profilo animato di calma apparente sotto i colpi del sangue emozione e respiro di corsa su ripide rampe screpolate d'antico colonia di prospera vita nobile mito s'apre la stanza del cielo l'altare imponente che scruta da sempre e cattura gli strali del mare ovunque l'abbraccio delirante di stelle proprio lì ti ho sentita una volta chiamarmi mio Nume mia unica voce mio canto sospinto da un mondo che giace in eterno eri qui m'aspettavi scolpita origami d'un sogno in solitaria vedetta carezza di vita beata amor di fortuna e amore fraterno di meglio non c'è né potrei chieder di meglio su riva lontana una fiamma si alza è fuoco di legna una donna traballa la danza al lamento straniero accorato che danna i piedi son nudi sui piccoli quarzi non lasciano orma è un angelo o l'ombra si veste da umana al bagliore riflette sussulto di rosa negli occhi sprofonda meraviglia inaudita suadente e nostrana sorriso ammaliante di madre di figlia di dea evanescente d'Amore sovrana Turan la grande si volta e s'invola radente alla costa che sembra toccarla lasciando una scia una promessa per sempre un auspicio ogni stella che cada la notte di maggio accenda le luci al volo di fragili lucciole e coroni le bocche di baci ogni odio tramuti in concilio di pace
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Commenti (5)

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Paolo Eroli15 maggio 2009

Una gtran bella poesia, senza dubbio, gli scenari un incanto, e grandi i sentimenti che evoca dentro... Proprio bella come la dea Etrusca citata...

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Paolo Faccenda15 maggio 2009

Atmosfera molto suggestiva, letta con molto piacere, molto musicale e ritmica, fascino vagamente decadente, notevoli immagini. Bellissima!

F
Franca Canfora15 maggio 2009

Bella e ritmata questa poesia, evocativa, sembra quasi uno scenario surreale e da fiaba. Bellissima la chiusa che è poesia nella poesia.

Gesuino Curreli15 maggio 2009

C'è presagio, c'è auspicio, c'è vita e futuro, il canto è intonato e l'orecchio lo sente. Il giudizio intontito non mente, stupefatto di tanto vagare elegante - " Poeta, il senso m'è duro" e qualcosa m'inganna, qualcosa si perde qualcos'altro travaglia la metafora ardente. La narrazione travalica l'idea della favola antica, di ogni cosa reale, e su per la scale vola, ascende, la fiaba fin dove "s'apre la stanza del cielo l'altare imponente che scruta da sempre e cattura gli strali del mare " Oh si! Questo è cantare poesia la più pura che è suono che è voce ancor prima che struttura e concetto. La riva lontana è felicità primordiale, la fiamma e la danza di sapore tribale sono attesa e accoglienza del lamento straniero, giunto lì col veliero.

Rasimaco16 maggio 2009

poesia da mettere tra i segnalibri, talmente é bella e suggestiva e, nonostante la sua lunghezza, si legge con piacere e risulta estremamente fluida... nella parte finale il tocco d'autore che fa da giusto cappello a tutta l'opera.