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Impressioni 16 maggio 2009 · lettura 1 min · 4768 letture

I vincitori

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Transumano anime come salici nella nebbia piangendo pozzanghere dove specchiava il tempo. Come foglie d'autunno su campo di papaveri dove avvolta nella notte è morta la sera imbrigliata tra i ricordi. Rughe e riflessi nel duro giaciglio, al canto di suppliche increspate di maree, reduci vanno i volti stanchi, dell'eco dei giorni perduti invano.
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In ogni guerra il vincitore è stato sempre un vinto.

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (16)

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L
Lorenzo Crocetti16 maggio 2009

Tento di essere il primo a commentare questa poesia di Rasimaco (e con lui è difficile, pare di correre un corsa dei cento metri alle Olimpiadi). Una poesia complessa, non di prima comprensione, che però, a poco a poco si disvela in tutta la sua intensità. La transumananza di anime doloranti si chiude nell'amara considerazione dei giorni "perduti invano". E in quest'ultima triste espressione riposa, a mio parere, il valore indubbio della poesia.

Frammento16 maggio 2009

...chi vince in qualche modo perde... Che sia una guerra o una corsa... Bellissima

Paolo Ursaia16 maggio 2009

Colta, intensa oesia, in versi raffinati, velati di malinconico realismo, privo di retorica. Molto piaciuta

mp47pasquino16 maggio 2009

Trittico di rilievo, pensieri spessi di ragione e classe, emanano lembi di pensieri palpabili al sentire, saturano estasi nella transumanza d'anime al tempo, riversano tra bagliori diafani nel bosco della vita... tra vincitori e vinti soccombono all'eco dei giorni andati...

M
Mau035816 maggio 2009

giustamente inserita in rime scelte. per quanto si vinca non si vincerà mai abbastanza ed alla fine si perde e si perde tutto. ma non c'è altro modo di vivere, Ra, non c'è!E tu lo sai e lo dici e bene!

Anna Maria Obadon16 maggio 2009

Premessa doverosa: personalissima interpretazione. Leggendo questi versi mi è apparsa l'immagine di un girone Dantesco coperto di nebbia e di anime che vagano come deportati con il loro fardello. Piaciuta. (a modo mio! )

Danielinagranata16 maggio 2009

In ogni guerra non ci sono vincitori né vinti alla fine c'è solo tanto dolore e amarezza versi sempre molto profondi e molto belli

Carlo Fracassi16 maggio 2009

Sotto distese di croci d'eroi dimenticati, anime inquiete giacciono sepolte con le verità taciute, nell'attesa di un piccolo fiore.

Berta Biagini16 maggio 2009

Svariate immagini appaiono oggi, ma che purtroppo sono capaci di lasciarci solo un senso d'impotenza.

Jeannine Gérard16 maggio 2009

come sempre ben dipinte di parole triste, c'è DanielinaGranata che dici in ogni guerra non ci sono vincitori ne vinti, ma qualcuno dovrà pur vincere... ma communque regna sempre la fragilità di ogni uno di noi nel caminare nella nebbia, scrivi cosi bene che ho paura di interpretare male, ma voglio illudermi di capirti e soprattutto di capire il senso di tanta bellezza... bellissimi versi

Antonio Biancolillo16 maggio 2009

...L'inutile scorrere di giorni passati nell'odiare, nel persistente rancore, nella menzogna, nella lotta di potere, nel calpestare... dove sono i vincitori e i vinti... Inutili giorni senza ritorno... E' troppo bella e vera.

L
Libera Mastropaolo16 maggio 2009

Profonda, elegante, densa, aulica... bellissima è dir poco.

Saverio Chiti16 maggio 2009

trasmigrano insieme anime "nell'eco di giorni perduti invano"... non c'è differenza tra vinti e vincitori se l'unica a cantar vittoria e la sofferenza e la disperazione! l'uni oggi son il domani degli altri, non c'è pace nella guerra! Vincitori e vinti s'incamminano sulla stessa strada, che lentamente speriamo li porti alla stessa meta... la concordia. chi può dire di aver effettivamente vinto, se tutto ha perduto e anche le sue vesti del proprio sangue ha intinto. "è morta la sera imbrigliata tra i ricordi"... che il ricordo serva a capire ciò in seguito non debba più avvenire! Molto belli questi versi! veramente da riflettere.

Giovanna De Santis16 maggio 2009

trascinante come melodia realistica nei versi... sublime

L
Lala16 maggio 2009

I vinti e i vincitori si identifica in un'unica persona che alla fine del calvario sarà sempre stanca e invasa da ricordi tristi e dolorosi. Bellissimi versi che toccano il cuore

P
Paolo Faccenda16 maggio 2009

Molto bella, potente, ben scritta per immagini, (mi ricorda un po' Ungaretti, ma è mia impressione, nella guerra), viene in modo efficace e anche sofferto, desolato, descritta l'inutilità della guerra, lasciando intuire comunque bene la sofferenza e il resto. Splendida!