Nel silenzio dei chiostri
Voglio morire,
per non soffrire più,
nelle nostalgie di antica memoria,
nell'oblio senza ritorno...
voglio morire per non amare più,
senza l'angoscia di non essere capito.
A cosa è servito l'aver amato tanto?
Rincorrere foglie recise,
canneti spezzati?
Voglio morire,
per non sognare più,
in una notte di quiete,
senza disperazione...
senza tormento e lo strazio...
di amare per forza senza compromessi.
A cosa è servito vivere?
Amare e perdere questo amore,
che altri hanno avuto in vece tua?
Ora perdo i miei occhi...
che cadono in baratri senza senso,
perdo le mie parole e le mie poesie,
le mie canzoni mai cantate.
Voglio morire solo,
con il cuore spezzato nel respiro
di un'ultima rincorsa d'amore.
Nel silenzio dei chiostri...
Dio mi sta aspettando finalmente...
per parlarmi d'amore.
©
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Commenti (1)
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Triste18 maggio 2009
Tristezza infinita in questi versi che piangono la fine di un Amore..."A cosa è servito vivere..." ci si chiede sconsolati... ma la risposta è sempre quella..."Vivere è servito ad Amare..." e non si può rinunciare al sogno di rincontrare un grande Amore. Bellissima, come sempre.
