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Introspezione 21 maggio 2009 · lettura 1 min · 2993 letture

La colpa

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Come fiume in calo scorre lento il mio pensiero, arde sul ciglio del tramonto trastullo di ricordi che stringono rarefatte memorie... E nel limpido cristallo di un'aurora del diniego offro contrito la mia pelle al salto della luce mentre lapida le mani una colpa originaria.
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Commenti (14)

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Paolo Ursaia21 maggio 2009

Dura, sofferente, nella consueta asciutta eleganza. Incide e piace...

Un'introspezione sofferta in cui si percepisce una presa di coscienza del proprio vissuto... L'essere contriti da quel senso di profonda sofferenza ma è anche segno di profonda umiltà nell'accettazione di quel che sarà... Così ho voluto leggerla...

Marco La Rosa21 maggio 2009

Versi gravosi di un'introspezione sottile che si apprezza rileggendo più volte la poesia. Letta con piacere.

Carlo Fracassi21 maggio 2009

La colpa originaria non ci concede altro tempo e i ricordi scorrono opachi come lento corso d'acqua ormai giunto al suo delta.

Cuccu Anna Maria21 maggio 2009

Grande sofferenza, rimpianti e amarezza in questi versi stupendi e toccanti. Tanto apprezzata e letta con emozione.

Berta Biagini21 maggio 2009

Un'introspezione velata da un passato forse neanche tanto vicino che corrode l'animo del poeta che come sempre ci regala perle di vita.

Silvana Poccioni21 maggio 2009

Ci si offre, contriti, al sacrificio del ricordo, addossandosi colpe che forse non si hanno. L'unica, vera colpa è la nostra voluptas dolendi, che ci fa cercare la sofferenza, appunto, con voluttà: e ne sgorga la poesia.

a
a051a21 maggio 2009

si avverte la tensione dell'autore... il suo bisogno di redenzione... bella

P
Paolo Faccenda21 maggio 2009

Estremamente bella, si sente e percepische chiara, la sofferenza, e la disposizione d'animo dell'autore, come fosse già pronto a un salto finale, ove con contrizione rfiflette sul peccato originale come colpa. Poesia molto essenziale, Chiusa bellissima!

Rosa Leone21 maggio 2009

nostalgie tristezze ricordi s'offrono a noi lente come lo scorrere di un fiume lasciando tra le pieghe della carne amarezze letta e riletta con piacere, una introspezione dolorosa, ma bellissima

mp47pasquino21 maggio 2009

Non v'è certezza, nulla è puro se non c'è alito d'umana consapevolezza, a volte succede agli animi gentili, il sentire colpe che altri hanno forse, sulla pelle preme quel senso d'impotenza che traspare e che nulla possiamo contrapporre alle ingiustizie dei veri malfattori... e quel limpido cristallo irrorerà pensiero e lenirà la colpa... letta e piacevolmente apprezzata.

Antonio Biancolillo21 maggio 2009

...sentire quelle ...colpe... che ogni uomo si porta dietro... e scorrono lente a graffiare l'animo... Certamente di pregevole fattura.

Trovo questa poesia speciale per quel non so che di autoironico che l'autore è riuscito ad inserire in una introspezione profondamente malinconica, senza alterarne in alcun modo il significato, incastonando ad arte quel "trastullo di ricordi", consapevole della forza che con la Poesia può uscire dalle sue mani... e quasi a volersene scusare in una chiusa che trovo originale e significativa... Molto piaciuta!

Rita Minniti24 maggio 2009

Lento scorre il pensiero sul tempo che è trascorso e dove, lo stesso pensiero, ancorato al ricordo, brucia sugli anni che inesorabilmente scorrono senza voltarsi indietro, ripensando a quel qualcosa che fa male... che è ancora lì nonostante faccia parte dei ricordi. Profonda, incisiva, malinconica ma bellissima.