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Introspezione 24 maggio 2009 · lettura 1 min · 3657 letture

(ricordi d') accidia

Amara 795 poesie pubblicate
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no non muoverò altrove non s'alza il mio cuore dal giaciglio e non c'è sole ne' prato né parole che possano convincermi ad andare prigioniera di questo mio sostare sui confini ghiacciati dell'accidia in un continuo rischiar di scivolare nel nero fondo dell'immobilità bestia che arresta ogni respiro ogni pensiero annacqua ed ogni gesto confonde con fatica così la vita scorre senza segno in questa carne mia sopita...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (2)

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Antonio Biancolillo24 maggio 2009

...amara consapevolezza di barca, ormai, arenata... ...no, non muoverò altrove... Versi che sono ricolmi di quella sconfitta interiore che mai deve esserci... Momenti molto duri in cui l'unico pensiero è la voglia di non lottare più...ma il nostro compito è proprio quello di rialzarsi ogni volta...

Gesuino Curreli24 maggio 2009

Non è la prima volta che sento la poesia così, vicina ma sia concesso dire che questo dialogare mi trascina e riporta a docili parole, prima che il corpo cada, e cada in catalessi anche l'amore. Amara non è nuova a canti di tal fatta, ma commuove, questo è quello che penso, il ritmo cantante delle strofe, del verso che s'inchina al verso precedente e dà le note a quello che lo segue. Tutto procede e vibra di misurato e tiepido dolore, si sente repentina l'ansia di dirlo in rima, con assonanze e ritmo, degna di confessione all'anima che si ritrova spoglia. Il canto non si arresta fino all'ultima strofa, e lì il verso finale cade, si tronca e pare dica dell'aspro avvertimento:"...così la vita/scorre senza segno/ in questa carne mia/ sopita "