Riflessioni di un nonno
Di guardia alle necropoli,
piovono trafitture gli aghi dei cipressi,
si confondono col mio affanno salato
e mi ridanno il valore della vita.
Soffio breve mi rincorre,
sabbia imbratta i miei passi,
ma Ugo mi aspetta,
io lo vezzeggio, passeggio con lui,
sgambetta, mi diverte;
stringo Davide al petto,
lo aspetto davanti alla scuola
e ciò mi consola,
mi danno ossigeno e scopo,
sono nuove scoperte per me
e sorvolo quella mia primavera
quando non c'erano questi rimpianti
ma tanti altri meno importanti.
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Commenti (2)
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Giovanni Monopoli14 aprile 2006
Posso certamente condividere, essere nonno come lo sono anch’io è una missione molto bella per donare ai nipoti tutti tanto affetto e amore...
Cristina Khay19 aprile 2006
Molto bella e sentita... mi piace lo svolgersi dei versi... come in tutte le tue poesie, d’altronde. Cristina

