Fragile pelle

ho conquistato il mondo e le cose
con armi di fragile pelle
non conoscevo
il pericolo
di ottenere davvero
ciò che
soltanto credevo
di desiderare
avvolta e confusa
com'ero
dal presunto bisogno
di abiti comuni
dal colore stabile
ma l'onda
torna sempre all'acqua grande
sono tornata
con armi taglienti
di rosso cangiante
le nascondo ferme nella mano
perché la pelle è ancora fragile
e non sa ferire
anche se
stringendo le lame in pugno
sanguino del mio sangue...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Grazia Longo10 settembre 2009
l'ho riletta tre volte... il senso è di una bellezza sconvolgente... cominciamo il nostro cammino nel mondo con la nostra fragile pelle ma poi siamo costretti a difenderci, a prendere le armi... anche se doverlo fare ci fa tanto male... bella metafora dell'esistere nella relazione e della necessità dolorosa di porre a noi stessi dei limiti per sopravvivere soffrendone...

