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Riflessioni 27 maggio 2009 · lettura 1 min · 2856 letture

Gineceo

G
Giuseppe Zingale 632 poesie pubblicate
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Le ali dorate del mio silenzio si coniugano indissolubilmete all'altezzosa vanità. Sfrondate propaggini di luce si raccolgono nel catino del cielo. Vorrei superare le leggi di gravità per ingraziarmi i sogni Nel novero dei miei bisogni fa eco il peccato. Provvido cerimoniere di corte mi illumino d'arte nel crogiolo del gineceo.
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Commenti (1)

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Marina Como27 maggio 2009

Con linguaggio classicheggiante, ben rappresentata la sagoma dell'uomo pavone. Il "crogiolo" delle donne che sembran esser dipinte pendenti dalle labbra di un uomo che sfoggia la sua "arte" come seduzione. Ottima autoironia dipinta fra schegge di "luce" solare. Molto ben fatto l'uso dei termini; quel "catino" di cielo che ricorda tanto per forma il ventre della donna, ben raccoglie le splendenti "propaggini" dell'uomo che getta luce.