Tragicomico
Colpisco con le ossa
gli spigoli della mia coscienza.
Arrotolo il mio cervello
in una piega dei pantaloni che non ho.
Rido
e poi piango.
Bestemmio
per ricordare di essere vivo.
Metto in pericolo l'incolumità
della persona che amo.
Cieco sono.
I miei occhi non hanno visto nulla,
il vuoto intorno.
Quel che dico va bene adesso,
ma non va bene dopo.
Se me lo dice lei non ascolto,
se me lo dice l'altro sì.
Nel maremoto della mia coscienza
sparo parole
a caso, senza ritegno.
Ho ecceduto della mia persona,
del mio fisico,
delle mie ossa sbattute
sugli spigoli della mia incoscienza.
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