Impressioni (Pasqua 2009)
è quasi un vuoto affine all'assoluto
che si distende tiepido sui prati,
sui fiori e questo pomeriggio muto,
sui vecchi muri storti, abbandonati.
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Commenti (3)
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Paolo Ursaia27 maggio 2009
Pochi versi... essenziali, quasi scheletrici. Un effetto immenso, che induce immagini, meditazioni. Molto piaciuta
V
Valerio Vergoni27 maggio 2009
Un vuoto metafisico, che il secondo verso rende quasi palpabile. E intorno il silenzio, l'assenza, muri decrepiti che parlano di abbandono. Paesaggio che ricorda Montale. Molto bella.
Francesco Pozzato30 maggio 2009
sebbene il primo distico sembri rievocare le illusioni leopardiane dell'"Infinito" dove il naufragar è dolce, gli ultimi versi rievocano la tristezza esistenzialista e metafisica del Montale di "Meriggiare pallido e assorto" e della "Casa dei doganieri" e la solitudine dell'uomo suggerita da "Ed è subito sera" di Quasimodo...

