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Donne 29 maggio 2009 · lettura 1 min · 4654 letture

Verginità Certificata All'Asta

Lina Maria Cino 179 poesie pubblicate
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Tempi moderni... Morale, bolle di sapone. Forse la bocca non s'articola col cuore, le parole fiumi di desideri in piena, per svendersi al degrado non c'è purezza ma escrementi di suine pazze... Sono Alina, diciottenne Romena e clandestina, ho ricchezza certificata tra le cosce, per sopravvivere la metto all'asta, comprerò una casa e col resto continuerò a studiare come nulla fosse. Per una notte... il mio corpo sarà campo di battaglia, gli venderò cara la mia pelle... e dopo una lavata e un'asciugata non sembrerà neanche adoperata. Banditore Internet, ventiquattrore di sesso non protetto, un euro base d'asta. Aggiudicata al bolognese grasso diecimila euro una notte. Povera Alina non ha capito la verginità ormai è inflazionata non è eroina sacrificata ma anima impura e prostituta nata. Dopo di te serpentone di ragazzine in fila sulla tua lurida scia.
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L'autore
Lina Maria Cino

Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.

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Commenti (7)

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Marco La Rosa29 maggio 2009

Una vera trascrizione in versi della vita reale piena di contraddizioni. Ben stesi i versi, di buona fattura. Apprezzata.

Federica Bernardini29 maggio 2009

Brutale, ma vera. Oggi non si può più girare intorno all'ostacolo, bisogna essere chiari e tu lo sei stata. Molto sentita

Berta Biagini29 maggio 2009

Crudi versi quest'oggi che arrivano diretti come un treno facendoci riflettere. Ma quante Alina ci sono ...

Giovanni Monopoli29 maggio 2009

una poesia che racconta una cruda realtà versata sulla pelle di tante che in cerca di fortuna si ritrovano per altre vie e a volte senza uscita... poesia che induce alla riflessione

M
Mau035829 maggio 2009

non si può certo dire che tu non le abbia cantate chiare. Ovviamente sono d'accordo su quanto il tuo concetto esprime, ma, che dire di tutti quelli che concorrono all'asta e di quelli che la consentono su di un loro sito( ammesso che così sia stato).

Carlo Fracassi29 maggio 2009

Non sono un moralista e non m'adiro con le prostitute e nemmeno con quei poveri diavoli che le frequentano ma con quelli che le costringono e le sfruttano sì, li metterei ai lavori forzati. Le prostitute vendono il loro corpo e rischiano la loro pelle, poi ci sono dei personaggi perbenisti che vendono tutti noi, indebitando anche i nostri figli se non anche i nipoti, non rischiano nulla, sono ossequiati e riveriti in questo mondo a due facce!

Nadia Mazzocco30 maggio 2009

Poesia vera che fa riflettere .Apprezzata e condivisa.