La solitudine è cieca
Tu volevi i miei occhi
e li ho colti per te
io volevo la tua voce
per farne un canto
ed esser coro
mai più sterile ascolto
ora la speranza è
una donna in ginocchio
che ha perso l'emozione
di uno sguardo
una squilibrata
che s'aggira vana
nel tremore di un tuono
non sa da quale parte
aspettarsi la bufera
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Commenti (3)
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Paolo Eroli1 giugno 2009
momento duro ...ma i versi ne fanno un canto... Piaciuta molta!
P
Paolo Faccenda1 giugno 2009
Una poesia abbastanza cruda ed essenziale, ad esprimere bene anche in modo figurato direi, la sofferenza del sentirsi soli e persi, come abbandonati di fronte a imminenti e possibili bufere. Triste, ma bella!
Berta Biagini1 giugno 2009
Sensazioni che si provano quando non abbiamo con chi condividere le nostre pene. Sentita.

