Podalico

Sin dall’inizio il destino segnò,
come per pochi
la parte bassa precedenza s’arrogò
e la testa, nell’insolito percepire,
restia nell’uscire si mostrò.
Come se già il tutto
fosse poco chiaro, diffidente,
alle pareti indugiasti aggrappato,
poi qualcuno con prepotenza,
da lì ti strappò.
Tua madre in quel tempo asincrono
non notava la tua differenza
non capiva,
scambiava persino i piedini
per guanciotte da pizzicare .
Consumasti i capelli
per imparare a camminare
e le lacrime come sudore,
irroravano la fronte.
Nessuno avvertiva l’inadeguatezza,
più alcuno osava una carezza
e per scaldare il tuo cuore
lo mutasti in un fiocco di neve
da scaldare e sciogliere
nel palmo di una mano.
Trasformasti il tuo spirito in anguilla,
non per sfuggire,
non per sottrarti,
ma solo per rubare
e simulare un tenero contatto.
Solo quando spossato,
cadendo con le spalle a terra
per il troppo pensare
e l’inutile capire,
vedesti il cielo per la prima volta,
comprendesti...
Era il mondo sottosopra
accettasti
ed imparasti a sopravvivere.
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