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Introspezione 2 giugno 2009 · lettura 1 min · 1696 letture

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Guevara 100 poesie pubblicate
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Sin dall’inizio il destino segnò, come per pochi la parte bassa precedenza s’arrogò e la testa, nell’insolito percepire, restia nell’uscire si mostrò. Come se già il tutto fosse poco chiaro, diffidente, alle pareti indugiasti aggrappato, poi qualcuno con prepotenza, da lì ti strappò. Tua madre in quel tempo asincrono non notava la tua differenza non capiva, scambiava persino i piedini per guanciotte da pizzicare . Consumasti i capelli per imparare a camminare e le lacrime come sudore, irroravano la fronte. Nessuno avvertiva l’inadeguatezza, più alcuno osava una carezza e per scaldare il tuo cuore lo mutasti in un fiocco di neve da scaldare e sciogliere nel palmo di una mano. Trasformasti il tuo spirito in anguilla, non per sfuggire, non per sottrarti, ma solo per rubare e simulare un tenero contatto. Solo quando spossato, cadendo con le spalle a terra per il troppo pensare e l’inutile capire, vedesti il cielo per la prima volta, comprendesti... Era il mondo sottosopra accettasti ed imparasti a sopravvivere.
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A volte crediamo di essere noi sbagliati... spesso non è così.4 aprile 2011
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Guevara

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