Mio nonno morì
Massimo Imperato
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Era il giorno che il nonno morì.
Il portone socchiuso, noi fuori,
per le scale corone di fiori.
Necrologi stampati,
intorno al palazzo attaccati.
La famiglia in attesa sommessa,
poi la nonna che fora la ressa.
Poverina, non ha più l'intelletto,
incosciente interviene al balletto.
Era il giorno che il nonno morì.
Finalmente era giunto il riposo
per il vecchio dal parlar difettoso.
Più sereni i congiunti nel viso,
nel dolor primeggiava il sorriso.
L'infusione del seme paterno
tutta insieme raccolta quel giorno,
esprimeva il valore comune:
del compiangersi essere immune.
Spaesata la vedova ignara
per inerzia seguiva la bara,
poi leggendone il nome ormai losco,
esclamò: "questo qua lo conosco!"
Era il giorno che il nonno morì.
Or la nonna, neanche, è più qui.
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L'autore
Massimo Imperato
Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho
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