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Sociale 6 giugno 2009 · lettura 2 min · 4174 letture

Un figlio indegno

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Alle nove della sera Una faccia stranita La luce non c'era Una donna è rapita Alle nove col buio Una rapida occhiata Quel senzadio L'ha pure picchiata Il mostro era solo Su un'auto rubata La forza di un toro L'ha presto spogliata S'un prato ghiacciato E' stata gettata "Da un cervello malato" E' stata stuprata Alle nove della sera L'ha riempita di botte E morta ormai era Alle tre della notte Poi presero il tipo Fu un breve successo Facea molto schifo Era anche depresso Un giorno in prigione E libero fu "Era privo di ragione" Ma la donna c'è più C'è tanta mestizia I parenti stan male Per la giustizia "Era un caso speciale" Or nell'alto riposa Quel fiore violato Soltanto una rosa Sul nudo selciato Morire a vent'anni È un atroce destino Preferisco i malanni Che morir da bambino E' l'ennesima storia Di una donna abusata Che Dio l'abbia in gloria Sarà vendicata? Il cuore angosciato Non chiede clemenza Ma d'esser placato Con giusta sentenza Questo è un reato Orrendo e fatale Non va perdonato Chi ha fatto del male Assolva il Signore Che ha il cuore del giglio Lui è un sogno d'amore Io l'indegno suo figlio!
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A seguito di reiterati fatti di cronaca delle ultime ore, l'opera vuol porre l'attenzione sulla necessità di una sana educazione sessuale che manca in un Paese come il nostro, ancor imbrigliato da un retaggio di tabù che generano squilibrio e perversione, nonché la necessità di leggi che consentano di punire con maggiore severità i reati di violenza sulle donne.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (12)

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O
Orma Detruria6 giugno 2009

alzare la voce per sfondare quel muro d'omertà che ci rende complici, innanzitutto come genitori ché omettiamo d'educare i nostri figli al rispetto, poi come spettatori un po' assuefatti, quindi come cittadini e come esseri umani ché non osiamo più di tanto scommettere affinché cambino le leggi, che cambino le coscienze allora, come dice Carlo...

Antonella Bonaffini6 giugno 2009

Nulla sembra più poterci sconvolgere, racchiusi nel meccanismo diabolico dell'assuefazione... versi di grande spessore a rimarcare un problema tristemente attuale. Splendida!

Saverio Chiti6 giugno 2009

questi versi sono un messaggio che arrivano dritto nel cuore... nella mente ma dai "più" non vengono presi in considerazione e inutilmente c'è chi ancor combatte contro quei "mostri! che nella "malattia" si nascondono impropriamente. Sì! fanno davvero male questi versi, ma sono veri, sinceri... la società dovrebbe, dico dovrebbe farsi carico di tutte quelle persone che subito un "torto" sono spesso dimenticate. "che nessuno tocchi Caino!"... ma come sempre chi penserà ad Abele? Molto, molto sentita e condivisa.

Orchideanera6 giugno 2009

una bellissima rima per esprimere una piaga sociale tornata nel nostro quotidiano, bellissimi versi, si leggono tutti d'un fiato e arrivano sulla coscienza del lettore

Berta Biagini6 giugno 2009

Versi che arrivano come una pugnalata – una lettura che fa veramente male e dalla quale purtroppo non ci possiamo allontanare ma soltanto imparare a riconoscere il bene dal male. Una verità che molto spesso rimane impunita per un motivo o per un altro...

Danielinagranata6 giugno 2009

Anche su questo tema ne avrei da dire versi che fanno male versi che non si dovrebbero mai leggere le nostre leggi? Bocca mia statti zitta meglio che non parlo poesia che entra dentro la pelle come coltelli affilati nella sua atroce ignobile e meschina verità un plauso all'autore per averla saputa sapientemente scrivere

Paolo Ursaia6 giugno 2009

Dritta e forte... una ballata di grande efficacia, che non devia la freccia del pensiero. Molto piaciuta

Cuccu Anna Maria6 giugno 2009

Purtroppo i casi di violenza sulle donne aumentano, e rimangono spesso impuniti gli stupratori. Sarebbe bello che nelle scuole si cominciasse a parlare in modo sano e corretto della sessualità ma temo sarà improbabile che cio avvenga, sarà la vicinanza del Vaticano ma parlare di alcuni temi in Italia è tabù. Intanto però aumentano gli stupri e i violentatori sono spesso impuniti. Molto incisiva. Tanto apprezzata.

Jeannine Gérard6 giugno 2009

un tema molto complesso da affrontare, so solo che ogni giorno si legge cose atroce che bestie fanno sulle donne, e io indignata, non soltanto per la loro violenza ma per la legge che non punisce abbastanza questo tipo di reato, ma sa, io non piango tanto la vittima, che ovvio mi distrugge saperla sofferente e offesa, ma piango la mamma di quest uomo bestia, per aver generata un mostro così, molto incisiva la tua poesia, e veramente molto triste vedere che non solo ne parliamo, ma in questo momento quande donne vengono violate anche da chi le stanno vicino, mio Dio, solo se ci penso ne ho i brividi... fa male leggere tanta verità...

P
Paolo Faccenda7 giugno 2009

Una canzone alla Faber, che ben descrive e mette il dito sulla piaga, molto piaciuta!

L
Lala7 giugno 2009

Bellissimi versi di un triste racconto che prendono il cuore e fanno riflettere... Stupenda

Rasimaco7 giugno 2009

un tema scottante quello che il nostro autore ha affrontato in questi versi di estrema attualità... e dico, esprimendo il mio personale sdegno di fronte a fatti o meglio misfatti del genere, che non solo condivido questi versi ma li faccio miei in un grido di denuncia. molto bella