Chímaira

Fiera sovrana delle irrequiete
terre che spandono le oscure
e frastagliate rocce, secche e chete
verso orizzonti spezzati
da alte, ispide rocce e ghermiti
da cupi e chiusi anfratti,
ove erranti si raccolgono
ombre di sogni, paure e reiette
passioni: tra corridoi granitici
gemono, mute grida che raccontano
quel che mente ripudia
e cuore occulta.
Prive ormai di maligno umore
s'attardano, rassegnate e spente
opachi e sbiaditi petali
d'un fiore ormai appassito
velato d' un soffio di brina
ch'ancor ne preserva il ricordo.
Come il grembo terreno li accoglie,
così Chìmaira le raccoglie
nell'oscuro limbo inciso
nei meandri d'umana psyché .
Violento il mare
che cinge lo scoglio
greve di falso conforto
che l'anima disperata infonde
e l'acque ingrossa
in spumosi cavalloni contorti
iridescenti nel lor giunonico
apparire, artifici d'umana psiche
per affogar l'ostello
d'emozioni nemiche.
Ma dogmi e contorte
morali, irrorate di etica spenta
non scalfiscono l'ardore
degli ardenti
iridi, mai spenti
che sovrana la fiera
all'intimo dell'essere
rivolge veraci
e infine ne impone
la repressa essenza.
©
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