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Impressioni 6 giugno 2009 · lettura 1 min · 1205 letture

Chímaira

L
Luigi Loiacono 8 poesie pubblicate
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Fiera sovrana delle irrequiete terre che spandono le oscure e frastagliate rocce, secche e chete verso orizzonti spezzati da alte, ispide rocce e ghermiti da cupi e chiusi anfratti, ove erranti si raccolgono ombre di sogni, paure e reiette passioni: tra corridoi granitici gemono, mute grida che raccontano quel che mente ripudia e cuore occulta. Prive ormai di maligno umore s'attardano, rassegnate e spente opachi e sbiaditi petali d'un fiore ormai appassito velato d' un soffio di brina ch'ancor ne preserva il ricordo. Come il grembo terreno li accoglie, così Chìmaira le raccoglie nell'oscuro limbo inciso nei meandri d'umana psyché . Violento il mare che cinge lo scoglio greve di falso conforto che l'anima disperata infonde e l'acque ingrossa in spumosi cavalloni contorti iridescenti nel lor giunonico apparire, artifici d'umana psiche per affogar l'ostello d'emozioni nemiche. Ma dogmi e contorte morali, irrorate di etica spenta non scalfiscono l'ardore degli ardenti iridi, mai spenti che sovrana la fiera all'intimo dell'essere rivolge veraci e infine ne impone la repressa essenza.
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Dato che la tesina dei miei esami di stato trattera' proprio della psiche, ho composto questa poesia, che tenta di descrivere, o meglio di far immaginare l'inconscio, sede di tutte le nostre paure, dubbi e incofessabili segreti. Chimaera era infatti, nella mitologia degli antichi greci, la bestia che popola gli incubi peggiori, ed i sogni più agitati, di cui era appunto, guardiana.« ...Era il mostro di origine divina, leone la testa, il petto capra, e drago la coda; e dalla bocca orrende vampe vomitava di foco: e nondimeno, col favor degli Dei, l'eroe la spense... » (Iliade, VI, 180- 18

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Luigi Loiacono
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