Caduta libera

abbarbicata all'urgenza
do fiamma alla notte
e separo le mani dall'appiglio
per lasciarmi cadere
libera
fra le braccia del tuo volermi
l'attesa ha consumato l'aria
e rubo ossigeno alla tua bocca
mio
adesso
senza sipari a stendersi sul desiderio
brucerò su di te
anche l'ultima scintilla di sangue
per il piacere di vederti pago
ora
che negli occhi
puoi leggermi la fame
chiuderò le palpebre
ed aprirò le labbra
per svuotarmi
di ogni goccia di saggezza
mentre il tuo calore
intorpidisce il senso
ed in me celebri
il furioso grido alla vita...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Giovanni Monopoli7 giugno 2009
poesia che in velato erotismo riesce ad incantare per la bellezza dei versi donando il piacere alla lettura e che elogiano la maestria dell'autrice nel dedicare così belle parole
Paolo Eroli8 giugno 2009
Versi che danno spessore a quanto l'amore genera nei sentimenti e nel cuore... un corpo offerto con magia di desiderio del dare e ricevere che è in ogni essre vivente che ama... Bella e intensamente intima!


