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Sociale 8 giugno 2009 · lettura 1 min · 3729 letture

Viaggio di un clandestino

Massimo Imperato 252 poesie pubblicate
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Ho ancora un nome su profonde acque scure. Sobbalzo tra corpi stesi, per niente offesi, in una gabbia aperta, liberi di non scappare. Ho forse un nome, nessuno lo pronuncia mentre affondano grevi pezzi di rinuncia, senza più una valenza, in cambio della speranza. Ho perso anche il nome in questo viaggio senza età. Cerco improbabile nuova vita, ho già distrutto la dignità.
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L'autore
Massimo Imperato

Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho

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Commenti (1)

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Daniela Ferraro1 luglio 2010

Un argomento davvero straziante, quello relativo agli immigrati clandestini che affrontano lunghi viaggi su imbarcazioni fatiscenti, ammassati come animali e in pessime condizioni igieniche... ma la speranza di una nuova vita più decorosa alimenta in loro l'accettazione di questa momentanea perdita della dignità...purtroppo, come spesso accade, essa rimane solo una speranza... Versi veramente toccanti!