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Riflessioni 9 giugno 2009 · lettura 1 min · 3040 letture

Che ne sai...-

Lina Sirianni 658 poesie pubblicate
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Fermati a pensare tu che punti il dito... Dedica il tempo a riflettere senza inficiare la qualità del sentimento Che ne sai cosa muove il peccato votato ai casini interiori Che ne sai dei discorsi mentali contorti e dalle coltellate inferte Assoldato dall'umiliazione del degrado, lacera il cuore il rumore del dolore Che ne sai del costo pesato di quella parola e delle ombre corpose della luna sulla terra... Che ne sai?
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L'autore
Lina Sirianni

ENERGIA MENTALE! Ti prende, ti cerca ti avvolge, ti plagia; sei costretta ad usarla, consumarla;decidendo e agendo con motivazione... "Vago incerta, infiltrata sulla via dei poeti a spargere improbabili sogni che l'energia mentale mi costringe a raccogliere..." "Che importa che vi dica chi sono,

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Commenti (14)

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Giulia Aurora9 giugno 2009

il male dentro celato e non aver la storia di quel male bella e profonda strutturata quasi con parole fatate a portarci altrove

"fermati a pensare tu che punti il dito..." bellissimi versi, veri. Se ognuno di noi si fermasse a riflettere prima di giudicare vivremmo senzaltro in un mondo migliore, ma aimè questo non è...molto apprezzata...

L
Lorenzo Crocetti9 giugno 2009

Una bacchettata amara verso chi trincia un giudizio senza rendersi conto che quell'espressione può ferire nella maniera pùì profonda, fatto che sfugge alla cognizione di chi punta il dito. Dice un vecchio proberbio indiano: "Non giudicare un uomo se prima non hai camminato per sette lune nei suoi sandali". Ma io contro te, gentile poetessa, il dito lo punto. Perché vai a svilire la tua bella poesia con quella musica di fondo che ci sta come il cavolo a merenda? E forse ancor meno. Dovrei, prima di parlare, fermarmi a pensare anche io che punto il dito? Sull'inutile commistione della musica con l'arte poetica, su quello no, non abbasserò mai il dito. Dovrebbero tagliarmelo. Se ci riescono, però. E resterà a tutti molto difficile.

Kiaraluna9 giugno 2009

Non è il puntare il dito grauitamente a fare male, ma la conoscenza della cruda verità sul peccato smascherato, imperdonabile se reiterato... e soprattutto consapevole. Solo chi ha ferite sanguinanti per le umiliazione ha il diritto di giudicare, nessun tradimento è giustificato e giustificabile. Bellissima e dolorosa riflessione.

M
MyTo9 giugno 2009

Lacera il cuore il rumore del dolore...è proprio vero... il dolore a volte è così presente ed è così rumoroso... ma è possibile che debba essere sempre così? La vera vita, mi chiedo, è questa? Purtroppo la tua poesia... mi piace!

Federica Bernardini9 giugno 2009

Uno splendido spunto per ragionare. Mai puntare il dito contro gli altri. Bisogna sempre capire e non sparare a zero, verso gli altri perché le parole feriscono come coltelli. Un argomento difficile trattato con vera maestria.

A
Andrea Debbi9 giugno 2009

Puntuale e precisa, diretta e affilata, un rimprovero ampliato dalle motivazioni. Mi piace, ben costruita.

Antonella Bonaffini9 giugno 2009

Un appunto ben strutturato... esprimere giudizi affrettati e parlare senza avere alcuna cognizione spesso crea malintesi di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno. Molto apprezzata nella forma e nel contenuto.

T
Tonia9 giugno 2009

Ognuno di noi conosce l'intensita' del dolore che porta con se', e non bisogna mai giudicare gli altri. Nessuno puo immaginarlo, a meno che non lo provi sulla sua pelle! Bellissima e intensa Lina!

mp47pasquino9 giugno 2009

Si sente il dolore ragionato dell'autrice, tra le righe si muove un dire, un monito per chi superficiale vede senza soppesare e sapere la ragione oscura che indora certe realtà mirate... certo che occorre rispetto, concetti di equanimità nei sentimenti e non ragioni da pescatori d'anime o di procacciatori di consensi, è dura realtà anche quella che sembra esserci lontana, e c'è chi punta il dito, un'arma che spara a zero sui sentimenti, un po' come il tradire e continuare imperterriti su di una strada lastricata di bugie e sotterfugi... sappiamo poco l'uno dell'altro e non possiamo nel bene o nel male interferire su ragioni occulte, a volte la ragione sta' nel mezzo, tra chi punta e chi è puntato, ma chi poi subisce è chi sta' a guardare

Rosy Marchettini9 giugno 2009

Splendida poesia i cui versi inducono ad una profonda riflessione, ad un colloquio con noi stessi, versi che, accompagnati dalla stupenda musica sembrano "grida" iene di ianto, pianto antico mirabilmente reso veritiero dalla stupenda autrice quale è Lina Siriani da noi molto seguita ed amata Applausi, Lina, da questo Grande Teatro piaciuta nel profondo ed accolta nel cuore

Angela9 giugno 2009

In questi graffianti versi l'autrice ci propone un tema difficile trattare esponenedolo con la solita maestria. Segendola nelle sue argomentazioni non possiamo fare a meno di convenire di quanto ella dica il giusto ed il vero: Non dovremmo mai erigerci a giudici degli altri e neppure di noi stessi molte situazioni provocano comportamenti sbagliati che si possono correggere e imparare od insegnare a vivere in un modo modo giusto senza condannarci o condannare migliorando progressivamente nel tempo per non sbagliare più

Paolo Eroli9 giugno 2009

Giudicare gli altri, il loro operato... la loro vita prifata inficia sempre il senso di liberta' di pensiero, dell'espriemere la vita delle persone... meglio tacere... Gran bella poesia su un tema poco usuale, ma di grande profondita'!

Avorio2 novembre 2009

bellissima e vera... mi hai fatto venire i brividi... brava...