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Fantasia 11 giugno 2009 · lettura 3 min · 2431 letture

Punto di Contatto

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Sdraiato su una discesa verso il lago, su di un lato guardavo quella biglia di vetro. Persa da qualche bambino era rimasta là, poggiata sulla grande biglia di terra di questo pianeta. V'erano tre ali dentro quel vetro una di colore blu, una rossa e l'altra nera mentre attraverso vi filtravano gli altri colori di questo pianeta. V'intravedevo gli alberi dei monti intorno, le case di un paesino montano arrampicate sull'altra riva, le nuvole che passavano veloci, le trote che ogni tanto saltavano fuor d'acqua e le anatre che vi galleggiavano sopra, altre persone che stavano là, la scia di un lontano aereo in cielo. Tutto quel mondo intorno al lago si filtrava in quel vetro e fluiva tra quelle ali colorate, mentre udivo lontani i suoni che erano intorno e dove un bimbo aveva perso una biglia di vetro lasciandola poggiata su questo tondo pianeta. Tutto era là in quel piccolo spazio di una biglia di vetro. Tutto, pensai, eccetto un piccolo punto. Il punto di contatto tra la biglia e questo tondo pianeta di terra. Un punto infinitamente piccolo, ma di ugual misura per entrambe le sfere di smisurata diversa proporzione. Non potevo conoscerlo, non potevo sapere cosa ci fosse in quel punto. Il resto del mondo era là, intorno a me e filtrava nella biglia, ma cosa c'era sotto la biglia, in quel punto, non lo conoscevo, non sapevo se anch'esso fluiva in quella biglia colorata che il mondo conteneva. Alzare la biglia e guardare? Sapevo bene che quel punto era tanto piccolo che vi avrei visto nulla. Intanto scendeva l'oscurita ed i vitrei colori mutavano. V'erano i bui profondi di un notturno cielo con puntiformi luci stellari, quel paesino ora tutto trasformato in luci si rinchiudeva in quella piccola biglia. Ogni luce aveva la sua forma, ove era una finestra ove un portone era, ove era una facciata dal gusto antico ove in fila erano la solitaria via. Tutte si riflettevano entra la biglia E tutte erano là. Tutto quel mondo in una biglia che piccola si poggiava su di un grande sferico pianeta. Intanto scendeva il silenzio, scomparve il vociare degli uomini, e lo scivolar delle anatre nelle loro angolate scie d'acqua. Non un suono, neanche il fruscio degli alberi. Tutto era silenzio, tutto era calmo ed i tumulti quotidiani scomparsi, come se tutto fosse in pace. Ed io ero là e pensavo che un intero pianeta stesse scorrendo in quella biglia vitrea che vi era poggiata sopra. E pensavo che tutto fosse in pace, calmo e che tutte quelle guerre fossero un'illusione. Adesso era tutto là, in quella biglia e sul sottostante pianeta di terra. Invece no. C'era un punto che non potevo vedere. Quel minutissimo ed infinitamente piccolo punto di contatto tra pianeta e biglia. Un lampo e capii. Ciò che pensavo un'illusione era realmente esistente e nascosto, ma subdolamente in contatto con entrambi i mondi. Quello di terra e quello di riflessi. Mi sarebbe bastato alzare la biglia per scoprire spiriti urlanti pronti a dar battaglia e distese di spiriti trafitti a pali e gementi.
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Strani effetti di una biglia di vetro persa da chissà chi e di un pomeriggio noioso ... Scusate la lunghezza

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Azar Rudif
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Commenti (4)

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Danielinagranata11 giugno 2009

Solo un grande autore può far scaturire da una biglia colorata dei versi così mi è piaciuta molto il saper vedere non è da tutti da conservare

Giulia Aurora11 giugno 2009

una favola che esplora un mondo attraverso una biglia colorata molte immagini d'impressione bella

Giovanni Monopoli11 giugno 2009

nell'immaginario volere... la favola della vita... in biglia di vetro... magistralmente elaborata

Rasimaco11 giugno 2009

questa composizione che nonostante la sua lunghezza si legge fluida e con piacere avrei tanto desiderato di sentirla declamata da un attore nella profondità della notte... e certamente ad essa possiamo ben fare un accostamento con la parodia dell'esistere... non una vita ma un mondo intero di vite in quella biglia... bella!