Signor tormento
Sento la nostra distanza
tra i sogni che accarezzano
il tuo viso.
In questa notte dove il cuore
è invisibile
vedo la tua immagine
e il mondo torna fragile.
Sento la nostra presenza
rincorrersi per poi perdersi
e tutto ciò che resta
è il vuoto?
Ancora insieme al calare del sole
fuggendo un altro mattino,
oh signor tormento
come un incanto
ti cercherò ancora un momento
dopo il tramonto.
©
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Commenti (1)
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Andrea Debbi11 giugno 2009
Appassionata e scritta con gusto rende al lettore un pathos intimo ed elegante.