Aurora indonesiana
Stravolte da rosea luce
s'aprono
prospettive mattutine
occhieggiano ancora addormentate
giganti
le sagome dei monti
scaldate al primo sole
e gorgoglia suggestiva
l'acqua di zolfo
da caldere paludose
di collassati vulcani
fra vapori d'inferno
si rivive la storia
in lontananza templi
e severi palazzi di sultani
terra di demoni e purezza
e di piccoli uomini chinati alla fatica
marionette nere che si muovono appena
su sfondi di risaie orientali
e l'albero d'arancio vestito
si riflette nell'acqua cristallina
immensamente piana
del gran lago turchese
qui il tempo diniega
il respiro umido e caldo si strozza
nella bellezza che integra stordisce
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Commenti (4)
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Paolo Eroli13 giugno 2009
sembra di essre li' tra quelle paludi e quei mari incantati... belle terre con bellissimi panorami... Bella poesia vera!
Azar Rudif13 giugno 2009
Poesia di versi e terminologie piene di sensazioni in bilico tra terre infernali e paradisiache. Eccezionale, anche più del posto che viene descritto. Da conservare
Berta Biagini13 giugno 2009
Sembra di fare un viaggio nella storia con tutti i suoi colori e le sue tradizioni. Molto piaciuta.
Marco Canonico Baca817513 giugno 2009
Davvero quasi non so dir nulla... ma davanti a questi versi, pieni di pace e magia, c'è da rimaner un po' pensierosi, per poi sorridere. Ti applaudo.



