Macerie
Marco Canonico Baca8175
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Mi appassiona un letto
che dona morbidezza
a una schiena lesionata
e un soffitto bianco agli occhi
per proiettare i silenzi.
La vita dev'essere un gioco
ed io decido le caselle
"dieci anni indietro coglione"
ha l'effige di un volto poco presente.
Sono stato un po' luce
solo un raggio ben definito
retto dalla dannazione dei sogni
una lancia che ha attraversato i colori
che avevamo scelto per l'inconsistenza.
E' tutto in una sfera di mattoni
la agito e sento i frantumi mescersi
per poi tornare all'inutile compattezza
dal sapore mordace d'insostituibilità.
©
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (2)
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A
Andrea Debbi13 giugno 2009
Questo testo mi fa pensare al percorso ciclico che compie il nostro sentire attraverso i gesti e il vissuto. Sorprendente come sappia riportarci su quei tasselli non completati a dovere. Equilibrio/razionalità e musicalità rendono la poesia una graditissima lettura.
Frammento13 giugno 2009
...non mi lasci tante parole in bocca, ma una cosa... se tu non fossi luce non avrei una poesia così bella davanti agli occhi...

