Dove conduci i tuoi passi?
L Falchero
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dove conduci i tuoi passi svelti
entusiasti o rassegnati
in quella città, che vide la mia giovinezza
sotto i platani malati dei viali
a immaginare un futuro perfetto
dipinto nei sogni,
plasmato a fatica con le mani maldestre?
con chi t'intrattieni la mattina all'edicola
fumando una sigaretta a metà?
col cantautore che riempie i miei silenzi
mentre mi scorrono a fianco
le lunghissime ciglia bionde
delle spighe ai bordi della ferrovia?
ed io non so a chi suggerir lo stupore
del loro flessuoso ondeggiare,
uno di quegli stralci di poesia,
che ci contendevamo
degustando il mondo ...
quanto t'affanna l'afa, la polvere,
il rumore dei tram che stridono
frenando sulle rotaie
e quella calca di folla sudata
in cui tu stesso ti confondi?
quanto t'affannano i pensieri,
che strattonano come i passanti
frettolosi su marciapiedi troppo stretti?
o forse ti soffermi sui gradini del Duomo,
caldi d'estate e lucidi di consunzione,
in compagnia della donna amata
ad osservare le danze vespertine dei piccioni,
tenendole la mano
e riversandoti nei suoi occhi,
che riflettono, annacquano e spezzano
le arcate reticolari della Galleria?
e cosa trovi la sera tra le pareti
e gli odori di cibo e di stoffa d'arredo,
ch'ogni casa ha un suo sentore,
un suo modo di aprire le braccia ed accoglierti?
sono odori nuovi e diversi,
altri suoni, altre ottiche:
una nuova avventura di vita
che s'incastona perfetta,
mentre le tessere d'ebano delle mie parole
rotolano scompagnate
negli angoli più bui e dimenticati.
ed io dove muovo i miei passi?
te lo domandi mai?
se ricalcano i porfidi, o il legno del ponte
curvo sull'imbarcadero
o i marmi d'un soggiorno che non conosci?
oppure s'inchiodano su questi tuoi fogli scribacchiati
che sbucano dai cassetti, dai libri,
da ogni dove?
s'inchiodano
sotto questa cappa asfissiante e oceanica
di foto, di testi e di note condivise,
di luoghi e di conoscenze comuni?
ti domandi mai
se tra il troppo e il nulla
esista un altro valore
che non stracci gli affetti
come le vecchie carte che gettavi nel cestino
e che io con cura conservavo
nel disordine della mia esistenza?
ti domandi mai
su quale inconsistenza
muovano i nostri passi?
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Carlo Fracassi16 giugno 2009
Posso senz'altro capire, è capitato sempre anche a me... ma, razionalmente, ritengo asfissiante un amore che si pone troppe domande.

