Come canna al vento
Massimo Imperato
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Ormai non cessa
di cagionar tormento
la fredda indifferenza
che spodestato ha
il caloroso impeto
a cui mi avevi abituato.
Come una canna al vento
vivo in vortici di tempesta.
Morte ormai le campane a festa,
mute s'intonano alla mia agonia.
Ti prego scappa via.
Porta con te quel fagotto
umido del mio pianto,
racchiuso in un fazzoletto
colmo di mie illusioni.
Oggi ti rendo il tempo
trascorso in armonia,
le speranze date,
la tua allegria.
Gli attimi estatici
trascorsi pelle su pelle.
Le margherite gialle
insecchite nel tuo diario.
Da nuova alba calendario
non avra' prosieguo.
Tutto di noi ti rendo,
custodiscilo in eterno.
Da domani alloggio all'inferno.
©
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L'autore
Massimo Imperato
Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho
Commenti (1)
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Daniela Ferraro1 luglio 2010
La fine di un amore... ricordi, rimpianto, dolore... ed è così che, dalle sublimi vette del Paradiso, ci si trova sprofondati, all'improvviso, tra le fiamme brucianti dell'inferno... Una pena profonda che però l'autore riesce a comporre all'interno di versi elegiaci che scendono, delicati ma incisivi, in fondo all'animo.

