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Introspezione 23 giugno 2009 · lettura 1 min · 5535 letture

Spigolatrice di sole

Amara 795 poesie pubblicate
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esploro terre non mie in campi abbandonati ai corvi -spigolatrice di raggi di sole- non ditemi ladra! io non rubo nel raccogliere irroro secche zolle svuotando il mio otre e semino domani spogliando la mia bisaccia no non ditemi ladra! perché dalle mie orme matureranno frutti succosi per altre bocche ed io non so se incontrerò altre fonti ed altre spighe per rialimentare la mia rossa casa ma in lei possiedo la sorgente ed il granaio...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (6)

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T
Thelema23 giugno 2009

Ho inteso un'amarezza nel mostrare se stessi a quel mondo al di fuori di sè che sa essere indifferente. Poesia che mi piace tantissimo.

M
Mau035823 giugno 2009

Beh! che forza di espressività,che solidità di concetti e di sentimento. appassionata! molto intensa e molto piaciuta.

F
Franca Canfora23 giugno 2009

La forza dirompente del sole, la sua inesauribile energia, che tutto alimenta. Espessiva e particolare per struttura, è una poesia appassionata e con una nota dolente, quasi amara, ma comunque molto apprezzata.

Gesuino Curreli23 giugno 2009

E' lieve il tuo passo sulla zolla, come la poesia che ci racconti. Chi mai dirà che rubi? Tu semini leggiadri sentimenti, procedi per i campi e poi li spogli dei suoi piccoli frutti e dei suoi grani, e procedendo bagni di dolce solitudine i germogli. Ti accontenti di spighe, le cogli ad una ad una, non con forza di immane mietitura che rade il campo al suolo e lascia nudo l'humus al pianto della luna quella sera. Avrai per te altre fonti dove sederti con le gambe a croce e narrare di giorni più sereni quando ad arare erano i buoi, quando ogni grano era un chicco d'oro, quando valeva un tesoro il frutto di fatica e dell'amore. Dentro la casa troverai ristoro al dubbio che non muore..."Riede alla parca mensa fischiando il zappatore..."

Z
Zarathustra23 giugno 2009

Vaghi alla ricerca di una goccia di condensa in quest arido deserto che è il mondo visto nel suo aspetto umano, temendo che il tuo cercare e dare sia confuso con l'avere ed il prendere... ma è uno scambio in realtà. Tu prendi e tu dai per crscere e far crescere. E di certo continuera ad accogliere nuove esperienze sospinta dal tuo morbido generoso e curioso modo di porti sostenuto dalla consapevolezza che nell eventuale deserto... tu sei comunque casa. Leggo in questi versi timore e sicurezza conditi da un positivo ottimismo. Bella poesia amara... profonda e condivisa

Emmanuele Marciello23 giugno 2009

Bhè, sei riuscita in poche righe a trasmettere una forte emozione basandoti su un concetto molto semplice, ma che spesso nello scrivere facciamo disperdere il significato intestardendoci in giri di parole spesso superflui. Molto diretta e piena di significato...