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Dialettali 24 giugno 2009 · lettura 1 min · 4539 letture

Scìnnete a cuollo sta malincunia

Zima 451 poesie pubblicate
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te lasso na voce 'e mare sfrantummata dint' all'uocchie na malatia d' 'o core n'addore 'e rosa 'o posto vacante 'n se spaùra si quanno pienz' a me s'appiccia 'o sole 'nta nuttata e ll'ombre se fanno piccerelle piccerelle justo na povere 'e stelle nere 'ncoppa 'a mana scìnnete a cuollo sta malincunia arricètta 'o scuro ca tiene 'mpietto, si vas' na ceràsa, tien' a vocca pittata 'e me
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sfrantummà = frantumare, fare mille pezzi; appiccià = accendere; justo = giusto, appena appena; ncoppa = sopra; scinnete a cuollo = togliti di dosso; arricettà = travolgere, investire, eliminare; vasà = baciare; cerasa = ciliegia

L'autore
Zima
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Commenti (7)

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L
Lorenzo Crocetti24 giugno 2009

In questa poesia, fin dove sono giunto a comprendere il dialetto napoletano, ho avvertito una calda e sommessa malinconia che davvero ho saputo cogliere con soddisfazione ed apprezzamento. Peccato che certe parole non mi siano note (alcune spiegate a parte) ma egualmente ho saputo inquadrarle e capire il concetto. E stavolta dico che ha fatto benissimo Zima a non trasporre in lingua la sua poesia, perché il sentimento in napoletano che vi è espresso verrebbe sciupato dalla traduzione, dato che la poesia è abbastanza comprensibile anche ai non partenopei. Non mi esalto certo di originalità se dico che la traduzione, anche se fatta dalo stesso autore, altera sempre il suo sentimento. Se ha sentito di esprimerlo in dialetto.

Kiaraluna24 giugno 2009

E' tale la dolcezza di questo dialetto da far passare in secondo piano la perfetta comprensione del testo. Versi che sono musica per il cuore, davvero tanto apprezzati.

C
Caresse24 giugno 2009

Apprezzata molto, nonostante le difficoltà a comprenderla, per la sua freschezza, per la sua schiettezza. Forse il tuo bel dialetto è "verace" anche del tuo sentire più intimo e genuino. e grazie della lettura.

Antonella Bonaffini24 giugno 2009

Ed io ti dico invece che è scritta talmente bene che anche senza bisogno di note esplicative... si capisce perfettamente! E' bellissima!

Paolo Ursaia24 giugno 2009

Excursus nel campo del dialetto... eppure, non si perde la sommessa malinconia, il sentimento. Piaciuta

non ne ho afferrato ogni dettaglio ma ho potuto coglierne la meravigliosa e pulsante musicalità ...

Mirella Crapanzano24 giugno 2009

dicevo all'autrice, poco tempo fa, che spesso le poesie scritte in dialetto che leggo sono banali, ma questa non lo è, insieme alla musicalità della lingua napoletana c'è la bellezza di un attimo di malinconia che nella chiusa diventa immagine dolcissima... e intensamente fresca e colorata, proprio come "na ceràsa"... brava Zima!