Vergogna di me
Massimo Imperato
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Ho spezzato le ali ai sogni
una fredda mattina di marzo.
Col volto stravolto
per poi rinnegarlo
sfioravo col dito
il morbido pelo di Paolo.
Ancora sul letto
mi attende impaurito.
Le urla non ha mai digerito
di un padre egoista
che intento a salvar le apparenze
sbattuto mi ha fuori di pista.
Orsetto adorato
trent'anni mi hai atteso
ancora li fermo e disteso.
Mai a nessuno hai svelato
gli innocui segreti di un bimbo
affamato dei candidi abbracci
dell'ignaro compagno di banco.
Perdona, ti prego, se puoi
gli orrori del povero babbo;
ho amato la sua folle violenza
pur rimanendo a distanza.
A spalla oggi accompagno,
oltre alle spoglie di un uomo,
il feretro con le mie buie vergogne.
Ed anche se non porto la gonna,
mio tenero Paolo
al mondo oggi urlo:
mi sento una donna!
©
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L'autore
Massimo Imperato
Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho
Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817525 giugno 2009
Seppur non ne condivido sempre la forma, la trovo costruita molto bene. Tratta un tema molto diffuso, quasi all'ordine del giorno, ma con l'anima profonda di chi sa ascoltare il proprio cuore e anche un po' più in là! Non conoscendo l'autore, non mi sento di dire altro.

