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Poesia 26 giugno 2009 · lettura 1 min · 3411 letture

Festa dei Ceri

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Socchiudo gli occhi ed ascolto assorto il sospirar del vento ch'è già conforto, vedo fuggir l'ombra del lupo in vicoli segreti e nel meriggio correre il ramarro sugl'uliveti. Petali per la Vergin Maria giungon dall'arboreto, nel mentre calan le ombre lunghe sul farneto; di luna i primi raggi scorron lenti sul sagrato, e frate lupo col suo ulular or ora s'è acquietato. Sorge l'alba in aureola di sole e di preghiera, i tre Santi in spalla fatti son di legno e cera, mentre nella chiesa di Santa Maria della Vittoria cantan laude e gloria a Francesco e la sua storia.
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Fervono i preparativi per il 15 maggio, festa del Santo Patrono di Gubbio, con celebrazione della Festa dei Ceri. In quell'occasione i pesantissimi Ceri lignei su cui svettano le sacre icone di Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio sono portati a spalla dai fedeli in corsa. Nel 1213 Francesco ottiene in affidamento dai benedettini di San Pietro, la piccola chiesa di Santa Maria della Vittorina che sembra risalire al secolo IX in memoria di una vittoria sui barbari: da qui il nome "ad Victorias". Il "farneto" prende il nome da un tipo di quercia: farnia.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (7)

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Jeannine Gérard26 giugno 2009

quante cose debbo ancora studiare per poter commentare tanta sapienze, ma mi limitero a dirti che come sempre i tuoi versi m'incantano, raccontano stori vere che mio malgrado m'inducono ad indagare, ma non fa niente ti dico solo, che quando ci sono le feste di questi avvenimenti, tutti ci sentiami coinvolti, e assaporiamo socchiudendo gli occhi questo sentire nel credere, e nella preghiera di qualsiasi Santi si tratti, lo lodiamo, qui si tratta di San Francesco, da noi, qui a Napoli è S, Gennaro che coinvolge la popolazione tutta... si molto bella ma sono sempre imbarazzata nel commentare,

L
Lorenzo Crocetti26 giugno 2009

Si preparano senz'altro con grande anticipo i festeggiamenti del Santo Patrono di Gubbio, come ci spiega nella nota l'autore, poiché ce n'è del tempo prima che arrivi il prossimo quindici maggio. Cerco di giustificare anche l'autore che già con largo anticipo pregusta la festa, e la descrive col suo affascinante stile classichegiante, che, come si vede, continua a reggere, malgrado i nuovi... impulsi poetici. Un bravo dunque, al nostro, da parte di uno che ama ancora, come lui, l'"antiquato" procedere della poesia. Comunque lui almeno qualche "modernismo" riesce a tentarlo. Quel "sugl'uliveti", con quell'accento che taglia la "i" mi appare come un'arditezza grammaticale... moderna. Diciamo però che che è solo un'esigenza della poesia.

O
Orma Detruria26 giugno 2009

si legge con occhi caldi d'emozione e anche con un grado di curiosità, la sapienza della storia e della cultura della nostra terra dà i brividi, d'ogni parte provenga. ammiro la penna dell'autore che senza strappi di eloquenza, senza vanificare insomma, ci racconta esperienza e cuore.

Kiaraluna26 giugno 2009

Versi innamorati delle proprie tradizioni, forse meno sentite d'una volta, che tuttavia restano il vessillo delle nostra radici. Pur non avendo mai avuto il piacere di assistere a questa festa, ho ancora il ricordo magnifico di Gubbio chiuso nel cuore. Bella poesia densa di immagini folcloristiche.

Antonella Bonaffini26 giugno 2009

Versi magnificamente stutturati, molto suggestivi... pareva addirittura di poterne vedere le immagini... molto, molto bella!

Antonio Biancolillo27 giugno 2009

Bellissima esposizione in versi... immagini che arrivano nitide e che ci coinvolgono... Molto apprezzata.

Rita Minniti23 luglio 2009

Poesia che, nella sua particolarità suggestiva, coinvolge tantissimo e suscita emozione nel leggerla.