Autunno
Quando il vento chiama le foglie gli alberi all’obbedire rispondono tra i rami al devoto richiamo. Spente di colori
Quando il vento chiama le foglie gli alberi all’obbedire rispondono tra i rami al devoto richiamo. Spente di colori
T'odio e anche mai dal mio amore al soffoco dei miei lampi ben vedo i miei lacci stretti al costretto pulso del mio
Eppur quando labbra di schiuma e sale irrompono insolenti a risacca del leggero passo al calpestio affonda del tocco
Vorrei dirti con sommo diniego dal quale il mio disprezzo preme alla gola con palmo dal volerti distante. Divisi da
Raccolgo e poi chino a viso porto l'amaro cesto della mia resa del perduto caro dell'assente mano. Al ricordo glabro
E un sorriso accarezza il sapore del suo sangue una Venezia di lacrime, tra le dita una prigione i suoi occhi Urla di
Or che a porre diga col sorriso di chi ha pace l'abbraccio stende al voluto amore che dal reggente pianto d'avvolto
Mai se fossi cuore un solo baffo mi persi tra mille volte a rotear di coda di attenti agguati e dritte orecchie continue
Smarrito, al momento nascosto di viso rientro e mi scosto d'ombra, sonnecchio un'idea, leggera e veloce d'impeto
Al furfante del mio cielo dono occhi e sbuffi rassegno colpi raccolti nel mio cuore e lancio a mani i perché mai
E' stata la spada di un re posta sul cuore costretto dai tuoi occhi all'incanto sospeso dal morbido riso svagato. Galeot…
Afferro d'abbraccio sui fianchi vestiti di sguardo mi ferma, l'impeto spinge resiste di poco con gli occhi mi
Prego al Tuo che d'anima rimanga del verbo che cuce i cuori al soffio d'una fede di corone e Re. Rimango a parole
Legato a un'attesa durata un bussare l'incanto si rivela in presenza armata di tacchi e smalto d'occhi. L'amarsi in
D'oltre l'abbraccio del bagliore, smisi paure di freddi racconti e avvolsi a sciarpa del mio morire. Un profondo
Osai l'ardire del triste scritto del beato amar addussi del castigato inganno. Di cortesi balli a pregar di fiato, del
Tra gonfie vele dell'impetuoso mare sospesi al cielo al giocar di ali batte furente il drappo alto di penna. Di
L'angelo in braccio a Dio ha due laghi d'occhi che a cercar di cielo là dove s'accende un riso di stretti pugni a
E preso da cotanto ballo di vita, assopì i pensieri in un valzer tra violini e il rotear di gonne. Tra i sorrisi
Tra colline pettinate e timide corolle s'alza in cielo un abbraccio di soffio d'invito a mille papaveri in coro. D'un
Quando il tuo cuore applaude al petto mille mani ti cingono le viscere e tutto il silenzio che dentro si è rotto …
Che avvenga allora, tra altalene di sorrisi, di visi e culle di carezze, del miracolo fra i miracoli ad accogliere il
Il pittore folle Ancor d'urlo tra mute parole e scempi cenni, di nulla m'avvalgo di buffe pose e nude tele, frusto
Non ha rotto il silenzio con pianti, con un sorriso s'invitò al mondo squarciò d'urla di madre a piena
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