29 novembre 2018
Di sera cade la fronda dell’oblio e a me non ride la brezza d’illusion d’ogni certezza. Solo il riposo vampa la fr…
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per questo faccio anche la guida, ciao, Marco
Di sera cade la fronda dell’oblio e a me non ride la brezza d’illusion d’ogni certezza. Solo il riposo vampa la fr…
Oltre la grigia assenza trovo l’anima leggera, dolce brina di candela, che si apre al ciel serena, della mia
Il cielo ha soli infiniti e arie oltre il tuo piccolo cortile. A volte ti attacchi al davanzale oltre i muri della tua
Canto sussurrante, tenero brusio, questo mormorante cuore mio, che placa nell’azzurro tempo di un sussurro, un lungo,
La terra verde della campagna è la tua bella nostalgia, tu la cerchi con l’anima stagna nel progresso che ‘l cuor
Guardo con il cuore quello che la mente impressa nel dolore, più non sente. C’era un primo sole di giovanili
La penna in una mano può far volar lontano dal nodo del reale che verso il sogno sale e plumbeo, trasparente al nuovo
Paesaggi di rondoni prosperosi volan sui piani, acquitrinosi, anime nude di vergini, giocosi voli sui cieli
La chiara brina tra i mattutini steli mi sale al cuore e scrivo antichi cieli, quando da bimbo tra selvaggi meli e al
Grazie delle illusioni che mi avete date, lontane dalle funzioni di campane e rate. Ho un fare popolare, lavoro per
L’uva tra l’estivo sole respira l’aria mattutina, é tra i gigli e l’albaspina, un sogno che trema in dolci fole…
C’è una vecchia casa verso i laghi in mezzo ai campi, tra ricordi vaghi, è la che ci viveva la mia gente, in un pass…
Ricordo le vigne ombrose quando da bimbo nelle estati giocose andavo a coglier l’uva la mattina tanto ghiotta e bagnata …
Rampollo sono nella rosa dei venti, col mio pietoso suono tra sogni marciscenti. Mi sento uno straniero dal tremulo
Dimora nel tempo dei miei sogni una folle, solare innocenza, dove acini di pianto con veemenza, si abbracciano a luci
Lunga è la giornata di raccolta con le tue vecchie mani di bambino; immagini dolci si aprono ai tuoi occhi aperti
Notte di abbracci con la donna amata, il letto è pieno di fiori, in uno spazio fuori dal tempo; le lenzuola si
L’incanto tra le fronde, del richiamo dei merli, è un racconto senza parole il bosco e le labbra dei canti sono
Semi nelle labbra dei bambini, fronde di primavera aperte al sospiro di luce del sole. Con le dita di piccoli giganti
L'erba eretta al vento, nel giaciglio di madre terra; silenziosa, fresca carezza, la nuova stagione nasce. Soave festa,
Dove sarà andata la tua levità di compagna, ha un ardere lento la lama, che un tempo era
Era un lampione lento, l'amore, quella mia notte, era un lampione buio, era un lampione spento. Sotto a un tetto
Le lievi cicale hanno il canto del sole, oltre l'esausta fiamma che suole esser l'agire dell'umano male. Umano non
Piccola tessitrice di amorose frodi, uno forse ti capì, ma io non lo conobbi, l'oblio mi spense dentro un calore
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