Aria
Arrivi D'aria Spostata Anta Di porta Spalanca L'altrove -D'altr'onde- S- ventata Di-
Quand'ero piccola disegnavo. Finché la psicologa non disse alla maestra che dai miei disegni si evinceva la mia convinzione che i miei genitori volessero più bene a mio fratello gemello che a me. Le maestre d'una volta non sapevano che certe cose non si dovevano dire ai genitori d'una volta. Ma una volta non si sapeva che quel tempo era "una volta". E lei lo disse. E io divenni colpevole di "sentire". Alle medie "sentivo" così tanto che facevo dei lunghissimi temi sul senso del dolore e sulla morte che facevano il giro della scuola per mano del professore di Lettere. Credo che i miei familiari non ne abbiano mai letto una riga. Credo anche che nessuno abbia, all'epoca, mai parlato di depressione adolescenziale. E in casa mia eravamo in troppi e tutti troppo soli. Alle superiori, i miei temi d'Italiano continuavano a migrare lungo i corridoi. Continuai a disegnare. Diventai insegnante di "Arte della xilografia, calcografia e litografia". Cioè un'insegnante di serie "B", per i più. La mia vita è stata un'inerzia di piani diversamente inclinati, con velocità continuamente diverse. O lo sprofondamento di Alice nella tana del Bianconiglio: gli eventi erano apparizioni più o meno realistiche della rappresentazione di me. Anche il disegno. Il matrimonio. Due figli. E la frenata della separazione. Finalmente. Vivo la fatica di vivere, sì. Ma finalmente padrona di scorticarmi le unghie scavando nella MIA terra. Che non è sempre nota. E forse è una fortuna. http://sensiunici.blogspot.com/ http://www.twins-store.it/home/150-franca-pistellato-diario-traslucido-9788898899036.html
Arrivi D'aria Spostata Anta Di porta Spalanca L'altrove -D'altr'onde- S- ventata Di-
Posso sedermi ed aspettare, adesso. Perché ho un cuore scagionato dentro al trono delle mani. Amore che ti ho dat…
Se, quando viene sera e stinge insieme la crasi del giorno e s'insola d'oro d'improvviso il manto dell'erba e
Biascica della saliva asciutta dei pasti anziani il palato posticcio del tuo sorriso scollato. Ché mezza a
Sincope di tempo che allarga la pelle. Mi estendo. Curva cosmica sconfinata in altro cielo. Mi protendo. Vibrante
Dimmi che puoi. Che questi tuoi occhi a righe non si posano soltanto. Dimmi che puoi. Planare oltre i laghi di
Poiché sono senza pelle il mio stomaco si acciambella come uno straccio strizzato nel terrore che qualcuno lo
Tra i seni mi aspergo di agrumi e di rosa che il battito cardiaco ti manderà a ondate sopra all'ultimo bottone che non
Dovrei serrarle bene queste cosce. Perché non mi salisse alle narici come il lievito del pane la pregnanza
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