Alba
Nei miei mattinieri giorni anticipando la sveglia puntata sovente mi affaccio al balcone e seppur con occhi ancor contor…
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo divenire “nome d’arte”. La vena poetica mi è scaturita una sera di dicembre del 2006, pochi mesi dopo la prematura scomparsa della mia amata moglie. Da anni pubblico poesie su siti e social network e dal 2013, mensilmente, sul “magazine” on-line di fotografia “Scatti ed Emozioni“ dove i redattori hanno messo a mia disposizione una pagina per inserire alcune poesie, che vengono poi corredate da una foto o grafica inerente al tema poetico. Nei momenti in cui il “pensiero-poetico” non decolla, mi cimento a scrivere racconti (lunghi) e, senza alcuna pretesa professionale, m’impegno in elaborazioni grafiche personali per illustrare i miei scritti. Di due mie poesie - “Nuovi angeli” (dedicata al ricordo di quei bambini deceduti nel tragico incidente della gita di Sierre) e “Lunga sarà la strada” - mi è stata chiesta liberatoria per poterle pubblicare in un libro. Con altri nove autori, con cinque poesie, ho aderito all’antologia di poeti contemporanei “Appesi ad un verso” quale unica pubblicazione. Da quando nel 2009, dopo i ben lunghi 40 anni di lavoro, sono andato in pensione, mi presto al volontariato Caritas.
Nei miei mattinieri giorni anticipando la sveglia puntata sovente mi affaccio al balcone e seppur con occhi ancor contor…
Ed eccomi ancor qui col pensiero a ricordare quel dì fiorito quando con gioiosità d’animo ci siam uniti …
Nella notte della mamma nel ferreo silenzio della camera i chiari scuri di luci esterne come fantasmi in cerca di
Accovacciato sotto il mio piumino l’ultima notte del marzo ballerino portandomi all’alba del primo aprile m’invoglia anc…
Avere il coraggio di non farsi sopraffare dagli avvenimenti che oscurando ii cammino ed emanando dolore ci portano
Ho visto Auschwitz sotto la pioggia dove il mattone e lo spinato rendevano più triste la visuale di trovarsi nel
Non ho data da memorizzare ma so che il tutto finirà quando gli occhi si chiuderanno sull’ultimo bagliore di
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