Al mio poeta
Sei il tarlo che divora la mia ragione uno spillo acuminato nel cuore una piuma che solletica il dolore.
Sei il tarlo che divora la mia ragione uno spillo acuminato nel cuore una piuma che solletica il dolore.
Attendo... logorata dal tormento. Mi impegno... a non perdere il contegno. Osservo... le lancette contro
Fiammeggia nel ventre, nella mente distorta... il fuoco ribelle dalla fiamma contorta. Un soffio di fiato un bacio
Nuda legata bendata. Galleggio nel buio torbido dell'incoscienza invischiata in un turbine di saliva e
Una lama di luce saettò tra noi screziando l'ambra dei tuoi occhi in sfavillanti rilessi dorati. E fu subito
Passeggio sul ciglio del mare della tranquillità. Solo alcuni passi in assenza di
Aprire gli occhi e immergere lo sguardo nel bagliore sanguigno di una falce di luna, accarezzare con la mente la curva
Brucio in un amplesso immaginario assoggettata al tuo pensiero cangiante. Ciecamente il mio corpo si immola a te cercand…
Ruvido sul corpo graffia il ricordo. Tra le labbra il salmastro confonde mirra e sudore. Mare e cielo si
Sono una goccia di cristallo che pende dal filo di seta che si dipana dalle tue dita nervose.
Era lì. In un angolo dimenticato dalla luce. Fra nuvole di fumo e tele di
Risuona la mia voce nel vuoto arido della mia stanza... le parole sbattono contro le pareti e stridendo come artigli
Debole il primo raggio di sole squarcia il cielo vitreo. La notte sconfitta indietreggia trascinando dietro di se
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