Barbone
In queste strade circolari, vuote d’anime, spalmate di ciarle annoiate, capovolte, riverse nel mojito, deglutite
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi rimane tremendamente difficile parlare e dire, in più mi sembra che dando voce al mio mondo gli faccia un torto, è qualcosa che parte dal silenzio e anche un sussurro può spaventarlo. Altre particolarità sono l’infanzia molto simile a un pugno nello stomaco, l’adolescenza in caduta libera e nella prima età adulta il crollo, la perdita di speranza, la certezza di nulla e che è tutto da capire mi spingono a dubitare di tutti, soprattutto di me stesso; il risultato di questo insieme di cose è la mia linea guida nella vita e nella scrittura, un misto di ironia e tristezza ormai miei.
In queste strade circolari, vuote d’anime, spalmate di ciarle annoiate, capovolte, riverse nel mojito, deglutite
Sento una lacrima scucirsi dai miei pensieri, da lontano un fiore vestirsi di nero e petalo a petalo sfiorire di
Affetti misti in altalena oscillano in chiaroscuri d’emozioni come brezza svolazzano in particelle, il mio io scomposto …
Divori il nostro amore lasciando cadere briciole su di un pavimento latte sogni di gemito come le nostre oniriche vision…
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