Cavalli di corniola
Cade la saracinesca dell’orrore. E intona l'inno l'acciaio solitario abbandonato tra cumuli di fenicotteri
Scrivo versi dalla mia primissima adolescenza. Solo in età matura ho tirato "fuori dal cassetto" le mie numerose raccolte, pubblicandone alcune. Ma, al contempo, altre vanno crescendo: la poesia è un fiume inarrestabile!
Cade la saracinesca dell’orrore. E intona l'inno l'acciaio solitario abbandonato tra cumuli di fenicotteri
C'è bisogno di sogni nello stagno di questa piattezza. C'è sete di gaiezza, ahimè. Occorre
Aveva le mani rosse per il freddo. Tutte rosse e screpolate. Dodici anni o forse meno. E il sorriso bianco della
C'è un usignolo in fondo al mare. Non lasciare che il suo canto si perda negli abissi. Che la sua gola
C’è Gesù che dorme in macchina perché ha perso il lavoro. Gesù, sfinito, al
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