Che fretta c'è
E adesso dimmi tutto quel che c’è da dire mio piccolo e smemorato fiore di lunga data. Sei stato per anni muto
E adesso dimmi tutto quel che c’è da dire mio piccolo e smemorato fiore di lunga data. Sei stato per anni muto
E agito l'ormai furore lento sull'onda bruma dove s'inarca ogni plausibile motivo. Surreali ore dopo si tanto
Lettere impresse al di fuori di un vetro stanco soglia di un sotterfugio infame. Letargo alberato d'ocra e fulvi
Fa a meno di tutto l'impossibile via scelta dagli altri. Trema l'albero di fuori come un lontano dì ripete un
Pensosa ti guardavo con l'avanzar del tempo abbandonata al pianto che insanguinava gli occhi: i nostri. Frugavo nel
Vanno dove gli occhi vogliono le foglie cadute dai rami lungo la siepe scura scaduta da secolari ore ed attimi bussati
Cristalliere rumorose nei racconti di vento, occhi fuori e una cima tra le stelle che mi osserva severa cantano di notti
Vorrei un secondo solo per narrare di una stella che ha investito il mio dormire, proprio adesso che potrei non ho
Di corsa s'andava spesso quando le cose da fare erano tante e il tempo non bastava mai. Oggi m'affanno ancora per
Ho iniziato così senza pretese alcune una dopo l'altra come si fa con le ciliege. Talvolta con ansia altre
Guardo i segni del tempo che traccia e non frena il pensiero leggero nella voglia di frivole idee. D’incoscienza il
Fronde malinconiche d’alberi già spogli lasciate che il vento faccia il suo corso nel trasportarvi via. Al vuoto …
Sono mutate milioni di cose tu sola no, di giorno e di notte sei sempre la stessa. Tu col mondo in
Dinanzi al rischiarare del mattino tuttora mi rapisce il giorno che lento va svegliandosi poi lesto all'improvviso. Il
La notte in grembo alla luna cerca un motivo a prova di bomba per riscattare il mondo ma il pensiero fatica non
Ci si imbatte nel modo più semplice e banale, si passa da una tegola all'altra smantellando di tutto soprattutto
Scorre silenzioso quel che resta. Si arrampica lieve l'edera sul muro, anche i pensieri, talvolta, ramificano a nostra
Cantieri sempre aperti in via delle canaglie parole fittizie andate a male segno incessante di pallida
Hai avuto coraggio a spegnere la luce nel buio vedevi tutto quello che non scorgevi prima. Hai avuto coraggio a dire
Un giorno afferrai tutto il deserto di cui mi ammalai un tempo, lo riconobbi correndo lontano mentre erravo da
Il mio seme è un concerto lontano, si vive di tante cose e si muore per niente scelsi un giorno ch'ero
Piange stamane la mia finestra chiusa le foglie marciscono in fretta sotto il diluvio la terra dilegua come non mai nel
Primitive paure nei mari profondi. Svaniscono piano come zucchero a velo disperso nell'aria. Volti minati negli
La calma che non mi è consentita a lungo l'ho vista soffermarsi con occhi beati a guardare il tempo che
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