Esterno
La mia orbita è un punto sulla tunica di Dio.
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
La mia orbita è un punto sulla tunica di Dio.
Orgiano d'uggia i pensieri arsi da aborto in un intelletto scabroso in balia d'inconclusioni che oscillano
La viltà ricopre ogni lurido istante di quel che fu inteso come sogno tra le mani. Arrovellato di
Quanto fa male la cella di silenzio, in cui inprigioni il nostro dolore. Mostri d'immaginazione marchiano di
Scava il segno mantengo il distacco ascolta il farstuono Rancore che avanza. Incido il livello affogo le parole di
Apprezzerò il vezzo del vento quando le tue moine saranno castigo e potrò scolpire sarcastici ricordi in equilibrio
La consueta inattesa folata e Vita spazza via l'ultimo granello di speranza, morta è la riva dell'oceano
Al nascere dei gemiti scema la passione, ma risorge l'anima, che lambendo il cuore dà vita e senso all'uomo.
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