Io, me stessa e il mio dolore
Una croce d’argento, come spade straniere venute da un dolore lontano, mi trapassa il cuore
Una croce d’argento, come spade straniere venute da un dolore lontano, mi trapassa il cuore
sento lontano il vento che fa ballare le foglie; accarezza delicato le mie gambe e smuove la gonna e penso a te.
sguazzo nel giardino delle banalità; in una vasca piena di latte allestita per la dea del duemila; nel cashmear
Acqua per bere, per dare un senso alla vita, anche se ora non ho tempo per darle tempo. così la lascio scorrere verso
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