I giorni nostri
Ero al fin di un dì come tanti, quand’io il passato scrutavo sui passi dei nostri antenati. Nessun romore; quella
Ringrazio i lettori.
Ero al fin di un dì come tanti, quand’io il passato scrutavo sui passi dei nostri antenati. Nessun romore; quella
Talvolte non vedo, né odo, mi volto e ti trovo, lì, o forse là, immobile, silente, curioso e misterioso, amorevole e
L’intimità presente, tanto sopisce l’uggia, quanto la gioia culla: guardi ammaliati e soavi carezze fra pazienti
Vagando in lontani spazi tersi, a me giunsi, ed è con triste gioia ch’io, oggi, ravviso quanto volubile allor fu lo
Niente interessa, se nulla poi resta; tutto tedia, se troppo tempo dura; è con sofferta coscienza che parlo, poi che
Or conosco, ma dove fu in quel tempo? Quelle vite, mai alcun disio o idea ebbero, dell’ignota natura che tutta fiata
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