Il paese
Ché come un paese arroccato al tramonto su un monte pieno e carico di verde, ti presti in un mio pensiero... Quel…
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un estremo oppositore! La lingua, i dialetti e la cultura di questi miei interessi sono rispecchiati nei miei studi universitari linguistici e letterari (tra cui spicca quelli per il tedesco e per l'italiano) e nelle mie poesie (in cui il dialetto salernitano e la sensibilità campana, assieme alla ricerca più complessa di una scrittura che tanto sente l'influenza dei grandi della letteratura nostrana, cercano di farsi strada): una grande passionalità che cerca un ordine preciso e forte, senza perdersi in inutili piagnistei o senza esagerare nella ricerca classica. Una passione sportiva, il nuoto, sarà poi sempre citata e tenuta a mente, fonte qual'è non solo di ispisrazione ma anche di aiuto interiore: è lì infatti che nasce il mio scherzoso "nome d'arte" con cui firmo le mie poesie, proprio dal nome dei miei tre idoli nel nuoto. Per capire la mia poesia, ricordo la statua di Laocoonte in cui "Goethe [...] vedrà una sorta di scena teatrale, un idillio tragico in cui agiscono, non archetipi di bellezza e di idealità, ma un padre con i suoi due figli coinvolti in un evento tragico, eppure non privo di speranze, visto che il figlio maggiore, secondo Goethe, si salverà, sottraendosi alle spire del serpente" (M. Cometa). La speranza nella tragedia è quello che cerco sempre.
Ché come un paese arroccato al tramonto su un monte pieno e carico di verde, ti presti in un mio pensiero... Quel…
Ricorderò questa rabbia nell'ansia... Scatenata quella gioia impazzita, implicita insicurezza annunciata, con la …
Quando il treno comincia a scivolare... ...non ti senti parte di nulla: non credi di appartenere a nessuno, se non al vi…
Una riga di sudore disegna il mio sorriso su d'un volto assai stremato che guarda bene al Paradiso. Di peso, un forte cr…
Così, si inchina a chi si supera sovente, se gelasi e ingrossasi del suo spessore: l'acqua. Sicché, china'…
È segno della mia maturità guardar cader pesche e non raccoglier. È segno di quella mia amicizia co…
Il sole grida dietro monti nuovi l'azzurro; e la notte, più lunga negli sprazzi, ancor vuol festeggiare e lorda e…
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.