Nell'urto
Architetture confuse rovine febbrili silenzi disgiunti voci lascive, nude sospese, in gabbia si spengono per mano
Architetture confuse rovine febbrili silenzi disgiunti voci lascive, nude sospese, in gabbia si spengono per mano
Silenzi assordanti, in una notte di mezza estate mi fermo a pensare il da fare, per non smarrire giorni dorati
Cuore violato dipinto, senza vergogna, rivelato negato nel cinismo, l'agonia d'esser se stesso mantenendo il
Nel tuo inverno nucleare passato a plasmare l'ordine naturale delle cose, mangiare, o essere mangiati apre prospettive
Spaventato dall'intollerabile ricerca d'un fiume da bere sopraffatto d'ombra è l'omonimo spettro pronto al
Parole cadon fuori son demoni infuocati Inganni urlano dentro son angeli disperati Sentimenti solitari
Ascolto sospiri i tuoi occhi persi nell'orizzonte piangono vento, il sole notturno bagnato e crudele strappa
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