Nel dormiveglia dell'attesa
Confonderti e assimilarti lentamente assuefatta -nel dormiveglia dell'attesa- sul precipizio costante trascinando
Le poesie di Marilena nascono da un grembo di terra e parole. Scritte dall'alba al tramonto di notte sotto un cielo dipinto di stelle,da un anima di donna semplice,amante dell'amore,della vita,delle sue origini,della natura.E' infatti la natura il luogo ideale per scrivere.Se gli alberi,le sue piante,i fiori,i suoi gatti,i gabbiani e tutti i piccoli animai dell'oasi di verde che la circondano potessero raccontarvi le sue emozioni capireste fino in fondo la purezza dei suoi pensieri e desideri e l'originalità dei suoi scritti,spontanei e non costruiti.Poesie,le sue,da leggere assaporando le sue inquietudini,i suoi tormenti,la sua allegria,le sue gioie i suoi dolori,l'amore e la passione che ha dentro di sè per tutto ciò che la circonda. Corre impaziente il foglio mentre ella s'appresta a ricamare versi delicati. Tessere a comporre un mosaico di luce,verità e sensualità,voglia di vivere e correre a perdifiato sui sentieri della poesia.Nelle tasche del lettore briciole di fantasia per ritrovare la strada. Marilena Napoli
Confonderti e assimilarti lentamente assuefatta -nel dormiveglia dell'attesa- sul precipizio costante trascinando
E pur amandoti Ti odio Vorrei frantumare i miei ricordi cancellare quello sguardo dai tuoi
Nuvola nera sospinta dal vento dormi di un sonno che ti accarezzi cipria di talco su palpebre stanche copra i pensieri
Mi aspetterai nella stanza segreta nelle tenebre della tua dimora - verrò stanotte- sul viso un velo
-L'amore è- Pane fresco che impasti con le mani calde all'alba E' quel dolce dolore bagnato dalla pioggia dei tuoi
Ho immolato la mia anima sull'altare del tuo desiderio, debole la carne a offrir delizia alla tentazione. Fili di luce
Si perde il mio sguardo oltre l'orizzonte abbagli di pensieri confusi vagano su quella linea tratteggiata dal
Notturno d'amore notturno di parole Visi e sorrisi si sfiorano accendendo movenze lente e sensuali maniere. Fiera
Scivola l'ultima goccia di rugiada dagli occhi unici testimoni del mio male confusi tristi fissi nell'orizzonte che va a
Reciproco donarsi in questa notte silenziosa nella penombra di un segreto amore Corpi vestiti di fantasia
Da un cristallo di luce ho rubato il tuo sguardo era un timido giorno passeggiavo nel buio ma al chiaror dei tuoi
Mi troverai nel vigneto al riparo da un caldo soffocante di un estate che attanaglia. Ti aspetterò distesa sulla
Non ci riesco! Non ci riesco! Tu vuoi lei io non ci riesco. Hai il suo profumo! Hai il suo profumo! e me lo dici me
Nel recinto della monotonia inquieta come un animale in gabbia scalpito. Percorro gli stessi passi avanti e
Morbidamente distesa in quel vagone, te ne stai li e vanno i tuoi pensieri veloci come il treno. Hai voglia di te
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