Perso in me stesso
Vagar illusioni un sogno passato sì fredde le mani al volto riscaldo profondo rifugio ascolto la vita mutar di
Vagar illusioni un sogno passato sì fredde le mani al volto riscaldo profondo rifugio ascolto la vita mutar di
Lento si spegne il lume della vita e la fiamma accesa dai miei avi mai sfiorò la cera che attendeva solo di sciogliersi
Ad uno stagno abbandonato al culmine d'una vigna rispecchi il tuo volto e chiedi alle foglie che sagge galleggiano se
Tegole rosse del portico agreste coprivan in silenzio i nostri sospiri che il cuor tratteneva a stento in un angolo
Cigola l'anta d'un piccolo pozzo ormai secco da tempo nè corda o secchiello lo ricordano da anni dimenticato
L'ode del crepuscolo sprofonda nel tumulo di desideri svaniti trascritti su una lapide con numeri e parole con frasi
Tu riesci a riempire gli sconforti di povere illusioni respirando parole di profonde tristezze Lasci a chi ode la
Un bagliore culmina al sommo del mio specchio Macchie di oscuro oblio raggiungono i confini della mia
Fermati e ferma Te stesso Osserva e osservati nel felice profondo del Tuo silenzio
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