Regina
Non v'è tempo per annichilir le voglie e lesinare sul superfluo piacere. Adornati di drappi nitidi, non
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il perché non lo trovi, eppure c'è. Mi spiego? Quindi una poesia qualsiasi riesce a farmi sentire un po' meno qualsiasi. E' una sensazione nuova e familiare quella di scrivere, di leggersi e rileggersi. E' un sorso d'acqua fresca che scivola giù per la gola, un rumore caldo come quello che fa una mano ruvida quando accarezza un volto liscio. Che tu parli del tuo dolore, di un amore non corrisposto o di un insignificante granello di polvere, nello scriverne c'è sempre qualcosa di straordinario.
Non v'è tempo per annichilir le voglie e lesinare sul superfluo piacere. Adornati di drappi nitidi, non
Tu, rancida mela autunnale. Il tuo imbrunir precoce putrefece in plumbei lividi la voce, e il beccar degli efferati
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