Spirale stonata
Come polvere di ieri, la voce si allontana nel bacio di neve e il tuo
Scrivere... scrivere... scrivere della mia vita, del mio flusso di emozioni, di sguardi e orizzonti..
Come polvere di ieri, la voce si allontana nel bacio di neve e il tuo
E' illusione d'amore il vento che ci veste dove i controcanti dei sensi si confondono in mosaici d'assenza...
Scorgendo le luci palpitare tra sospesi legami è di fragile udirti che svesto la sete d'amore...
Ogni fragile gesto fa ritorno al profumo delle tue sere, ti riversi oltre l'impreciso sguardo e mi accogli profuga
Distratti respiri invadono gli orizzonti d'essere, si redime il vento a scardinare abusi d'amore e l'urlo della
Piove tra le ombre d'amore, un silenzio di resa denuda le cicatrici d'essere e tra ruvidi pensieri si
Frangersi in pioggia muta, dove fessure d'amore increspano la resa d'essere e i tuoi occhi stonati sgranano i miei
Dove approda questo silenzio costumato la neve d'amore ansima un nome senza sguardo e appena, ricordo i passi
Sulle orme di ipnosi ti adagi in danze senza voce e l'amore imperfetto si fa ombra di sguardi denudati...
Vortici di senso a muovere spazi d'amore, gli sguardi d'alba ricoprono crisalidi d'essere e come eterno
Mi sfiora un canto sperduto mentre l'alba redime l'irrequieto amarsi e dissetando lo sguardo varco l'impotenza di
Scivolano mani di madre su sguardi perduti, un respiro d'oltremare a trattenere il giorno in più e come
Potesse il mare sfuocare la profana immobilità, un respiro d'oltre frange i corpi in apnea e nei dinieghi
Si eclissa l'alba di madre e un volo a cadere spampina legami d'amore...
Stormivano i preludi d'essere al sogno di noi e complici nel silenzio si frangevano in vorticose simmetrie...
Nel fiato d'amore ardono filigrane di pelle, un nuovo apparire nevica sui sigilli d'anima e geme il senso di
L'andito del pianto mi conduce su passi indifferenti, un fugace rinnegarci smaglia gli incompleti intarsi e dentro i
Migra l'alba di madre dai pensieri polverosi, la nostalgia d'essere increspa i corpi distanti e nel fiato
Dove si attarda l'eco di me migrano le cicatrici d'essere, un muto violino nevica abbracci di madre e sul sentiero
I corpi appesi al vento nevicano crisalidi d'amore, lo spazio vuoto grida cicatrici di possesso e sarò voce
L'invadenza del silenzio arieggia tra gli assordanti corpi, un volere di luce mendica l'esserci nome e mi ferisci
Si accascia lo sguardo di noi, negli spazi vuoti grida lo scomporsi d'amore e sulla pelle nuda si sveste la luce...
Mi penso ferma in te a tremare come vento, oltre la voce di ieri si distrae il passo e un taglio di luce lacrima il
Sull'altare di te acclamavo l'alba d'anima e nudo d'amore nevicavi il sacro mistero... Ciò che resta
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