Tema
Sembrava una bambina vecchia con la bocca segnata dalle pieghe, con quel solco che le attraversava il viso: era stata
Donatella Maino, nasce in un piccolo paese alle porte di Trento, Pergine Valsugana, alle venti di una vigilia di Natale, attesa dai genitori (durata 14 anni) come un dono del Cielo. La ricorrenza avvalorava la credenza. Cresce in un ambiente povero ma attorniata da una famiglia, da vicini e da tutti gli Italiani con una grandissima voglia "di farcela". Alla soglia dei famosissimi anni ‘60, già adolescente, sente il desiderio di mettere nero su bianco, incomincia a scrivere tutto quello che vorrebbe vivere. Dirà poi che non avrebbe voluto scrivere ma disegnare i pensieri con le unghie. Le sue opere, i suoi componimenti esplicano ampiamente "la portante" in strati e substrati di dolore non detto, di silenzi fin troppo significativi. Ora, vive a Trento, lavora ancora (per non perdere completamente il contatto con la realtà, dice lei) scrive molto meno di un tempo, ha due nipotini a cui insegnare "a saltare i fossi". Nel 2005 ha pubblicato Di rami e foglie con la Casa Editrice Il Filo. Successivamente, nel 2006, ha dato alle stampe con la Lulu. com, "Il peso del cielo", esperienza che ripete con Bianco Crudo, 2008, terzo "soldatino" della fila.
Sembrava una bambina vecchia con la bocca segnata dalle pieghe, con quel solco che le attraversava il viso: era stata
lunga assenza la mia vita altrove generando arborescenze sul mio vestito liturgico ancora odoroso di camera d'albergo
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